Olimpiadi: Il governatore candida il Nordest per il 2026 ma Bolzano tira il freno

La prossima settimana vertice con Rossi e Kompatscher. Zaia: «Olimpiadi delle Dolomiti low cost»

“Olimpiadi delle Dolomiti” low cost con il treno della neve. In uno scenario unico al mondo, patrimonio dell’umanità e sotto la tutela dell’Unesco. Settant’anni anni dopo Cortina 1956, Luca Zaia lancia la sfida a Cio e Coni e tesse l’alleanza con Trento e Bolzano, che tirano il freno perché ad ottobre si vota e temono il sorpasso della Lega, dopo il boom del 4 marzo. «Abbiamo fissato un vertice operativo la prossima settimana con i presidenti della Provincia di Bolzano, Arno Kompatscher, e di Trento, Ugo Rossi, ma sia chiaro che non vogliamo far la guerra a nessuno. Né a Milano né a Torino, siamo invece convinti che una pluralità di candidature rafforzi l’immagine dell’Italia che se la dovrà vedere con la canadese Calgary, la giapponese Sapporo, la svizzera Sion e l’austriaca Graz. Si vince con il gioco di squadra» dichiara un ottimista Luca Zaia.

Peccato che da Bolzano, verso le 14, arrivi una doccia fredda: «Allo stato attuale sono impossibili Giochi a impatto zero» dichiara il potentissimo presidente della Provincia di Bolzano Arno Kompatscher. Partita persa prima ancora di scendere in campo? No. «Perché ho rivolto un appello al Comitato olimpico internazionale affinché riveda i criteri per i Giochi olimpici, altrimenti non si troveranno più località in Europa disposte ad ospitarli» insiste il leader bolzanino. La palla, in primis, passa nelle mani di Malagò.

Il nodo sta tutto qui e a Venezia ne sono consapevoli. «Non è possibile che tutti i grandi eventi finiscano in Asia con vagonate di miliardi di dollari, Pechino ne farebbe una all’anno di Olimpiade. Litigare sullo sport è disdicevole. Ben vengano le candidature lombarda e piemontese. Noi portiamo uno scenario unico al mondo. Le Dolomiti sono patrimonio dell’umanità e pensiamo che i grandi eventi debbano fare i conti con la sostenibilità, senza devastare il territorio, senza cubature di cemento. Le Dolomiti sono un progetto low cost. Tra Veneto, Trento e Bolzano abbiamo 1300 km di piste collegate con la tessera Supersky che ha cancellato i confini. Ci sono 500 km di piste da sci da fondo tra Asiago e Lavarone, il più grande comprensorio d’Europa. Possiamo organizzare l’Olimpiade diffusa senza l’aereo per passare da un impianto all’altro», spiega Zaia.

«Il Veneto ha il 65% delle Dolomiti, nel 2021 ospita i campionati del mondo a Cortina e cinque anni dopo vuole aprire le porte alle Olimpiadi. La macchina è già rodata, l’Anas sta per investire 140 milioni per sistemare la viabilità fino a Cortina». E i timori della Provincia di Bolzano? «Comprendo fino in fondo le perplessità espresse dall’amico Arno Kompatscher, con il quale ho parlato più volte della questione. Egli esprime timori che sono anche i miei, nel senso che organizzare grandi eventi in territori dall’immenso valore paesaggistico e pregio naturalistico, diventa sempre più difficile», ribatte Zaia E quindi? «Come si dice dalle mie parti, le cose facili le sanno fare tutti, ma è quando il gioco si fa duro che i duri scendono in campo. Auspico che questa battaglia si possa combattere assieme per un evento a impatto zero, capace al contempo di valorizzare un territorio ‘unicum’: le Dolomiti Patrimonio dell’Unesco nel Veneto, a Bolzano e a Trento».L’appello di Zaia verrà accolto? Certo, se ci fosse un governo veramente operativo, Roma potrebbe aprire le porte. Il Pd, bastonato alle urne, con il ministro allo Sport Luca Lotti e il deputato De Menech ha dato una mano e così pure Delrio con l’Anas.

Il gioco di squadra si allarga e Luca Zaia torna alla carica, con lo stesso entusiasmo del referendum sull’autonomia. «Registro un consenso inaspettato alla sfida lanciata dal Veneto e a tutte le forze politiche va il mio plauso. Le associazioni di categorie ci hanno tempestato di messaggi ieri e oggi: albergatori, commercianti, artigiani sono scatenati. Porteremo il dossier a Roma perché c’è un’idea comune. Sia chiaro. Non vogliamo perdere la grande opportunità da affrontare con i nostri vicini di casa e condivido le loro preoccupazioni. Bolzano, Trento e il Veneto vogliono creare qualcosa di bello. E unico al mondo. Cio e Coni dovranno fare i conti con la realtà, chi ha scommesso su Torino ha fatto male i conti perché la proposta del M5S è naufragata in consiglio comunale. Le idee camminano con le gambe degli uomini e della politica, a Roma si sono scottati con l’acqua calda della Raggi e a Torino con l’acqua fredda della Appendino. Quando il Veneto prende un impegno lo rispetta. Sempre. Il nome lo abbiano trovato: Olimpiadi delle Dolomiti».

A.C.M.