A Padova inizia il toto nomi

In una città come Padova, tuttora sotto commissariamento, siamo già in piena campagna elettorale. Da qui a dire con certezza chi scenderà in campo è arduo; di sicuro l’unico che si sta muovendo è proprio l’ex sindaco Bitonci che, soprattutto attraverso i social network, annuncia battaglia per riprendersi la fascia tricolore della città del Santo. Situazione strana la sua: una città commissariata con un sindaco sfiduciato dalla sua stessa giunta e non allontanato (leggasi Venezia) per aver infranto la legge. Ma se il buon Massimo già si muove, la situazione per lui non è certo agevole visto che ricucire lo strappo con Forza Italia (soprattutto con il duo Furlan – Marin) che aveva garantito la vittoria lo scorso mandato sembra molto difficile.

Stando ai bene informati, un altro pronto a candidarsi è l’imprenditore Luigi Sposato, a capo di Eurointerim, l’agenzia di lavoro da lui creata e che dispone di ben 47 filiali in Italia, che sembra si stia muovendo per ufficializzare la sua candidatura a sindaco. Sposato avrebbe contattato i responsabili di alcune società padovane per individuare, in ogni quartiere, degli spazi dove poter iniziare la sua attività oltre ad una serie di maxiaffissioni, ma, intervistato da una tv veneta, non ha confermato la sua discesa in campo, ma nemmeno smentito. In mezzo non sta certo mani in mano il Movimento 5 Stelle che sembrerebbe puntare sull’ex consigliera comunale Francesca Betto.

Detto questo è il PD che adesso muove le sue fila. Tramontata l’ipotesi Fernando Zilio che ha provveduto a sottolineare «Leggo che sarei stato scaricato dai centristi e dalle categorie economiche ma nessuno mi può scaricare perché nessuno mi ha mai caricato. Per me, tutta questa storia finisce qui. Ora mi occuperò solamente della Camera di commercio. La mia presunta candidatura altro non era che una bolla mediatica».

Con il venir meno dell’opzione Zilio, per il centrosinistra spunta, dunque, il nome di Sergio Giordani; una scelta non tanto obbligata, però, perché se da un lato Giordani può vantare il fatto di essere un imprenditore e presidente del Padova dal 1994 e 1996 (una sorta di Brugnaro padovano insomma) dall’altra (non è un segreto per nessuno) è legato a doppio filo all’ex sindaco Zanonato il cui nome, pur accostato a Ivo Rossi durante la campagna elettorale contro Bitonci abbia portato a chissà quali risultati.

Quasi certa è poi la corsa dell’outsider fondatore di Banca Etica Fabio Salviato che, sicuramente, non verrà appoggiato da Padova 2020 che contribuì a far nascere 3 anni e mezzo fa. Insomma, la si giri come vuole, la minestra è sempre quella, solo riscaldata. Possibile che una città come Padova non riesca con la sua università, il suo polo ospedaliero d’eccellenza, il suo terzo posto in Italia come città del turismo religioso dopo Roma e Assisi e la sua storia millenaria a offrire un volto e un nome nuovo e rendere finalmente concreto il caro vecchio detto “largo ai giovani che se lo meritano”? Forse le risposte non tarderanno ad arrivare.

(n.s.)