Padova punta sul turismo congressuale

Una città attrattiva, in grado di richiamare eventi nazionali e internazionali, ma dove il settore ha ancora ampi margini di crescita e il panorama complessivo è ancora piuttosto frastagliato. É l’immagine del mercato a Padova dei congressi e degli eventi – per i più tecnici “MICE”, Meetings, Incentives, Conferences, and Events – emersa nell’ultimo rapporto dell’ “Osservatorio Italiano dei Congressi e degli Eventi (OICE) di Federcongressi&Eventi”.
Si tratta della prima ricerca sul settore effettuata sul territorio padovano, promossa dal Consorzio turistico DMO di Padova e presentata a Palazzo Santo Stefano da Flavio Rodeghiero, presidente Consorzio DMO Padova, da Enoch Soranzo, presidente della Nuova Provincia di Padova, da Andrea Colasio, assessore alla Cultura del Comune di Padova e da Gabriella Gentile, vicepresidente Federcongressi & Eventi.
«Il panorama sulla situazione attuale – ha spiegato  Soranzo – è particolarmente interessante e la DMO è il soggetto che speriamo possa rilanciare il sistema Padova. Dall’indagine effettuata sono emersi segnali positivi, è in crescita il numero di eventi nazionali e internazionali organizzati a Padova. La nostra città sta patendo la competizione, ci scontriamo con realtà vicine molto forti, ma il ruolo delle istituzioni nel 2016 è stato decisivo grazie agli investimenti fatti. Stiamo cercando di portare Padova nei tavoli e nelle sedi rilevanti e la ricerca presentata oggi sottolinea il ruolo strategico di un convention bureau».
I dati sono stati raccolti ed elaborati dall’Università Cattolica di Milano e presentati il 24 ottobre a Padova. Si riferiscono al 2016. La ricerca ha visto la partecipazione di 22 sedi congressuali padovane su un totale di 101. Sono stati analizzati gli eventi con durata di almeno 4 ore e con almeno 10 partecipanti. L’universo delle sedi considerate non include l’Università degli Studi di Padova, che ha al suo interno una rendicontazione degli eventi a se stante, i cui eventi andrebbero quindi addizionati alla ricerca OICE.Le 101 sedi congressuali della provincia di Padova rappresentano il 7,4% delle 1.363 sedi del Nordest e il 19.1% delle 529 sedi del Veneto. Il 70,3% di queste sono alberghi congressuali, il 9.9% dimore storiche e solo il 2% centri congressi e fieristici. Il restante 17,8% è catalogato nella ricerca come “altre sedi” e si tratta di sedi istituzionali (44,4%), spazi non convenzionali (38,9%) e teatri, cinema, auditori e arene (16,7%).
Gli alberghi congressuali ospitano il 76,6% delle presenze totali: sono di gran lunga le strutture più attive nel raccogliere i partecipanti agli eventi in città e provincia. Nel 2016 complessivamente nelle sedi oggetto di analisi sono stati realizzati 5.865 eventi, con 431.292 partecipanti. In totale sono state impiegate per questi meeting 8.290 giornate, con una media di 1,4 giorni per evento. Mediamente ogni appuntamento ha visto la partecipazione di 74 partecipanti. Complessivamente Padova ha un peso nazionale sul “mercato” MICE di circa l’1,5%. Gli eventi più lunghi di un giorno sono il 23,5% del totale realizzato nella provincia, con oltre 373.000 presenze. Secondo i dati elaborati dall’Università Cattolica di Milano a Padova il 73,8% degli eventi ha carattere locale. Il 25% del numero complessivo ha invece un target nazionale, mentre gli eventi internazionali coprono 1,2% del totale degli eventi organizzati sul territorio padovano.
Gli eventi nazionali attraggono il 34,5% del pubblico, l’1,6% viene invece a Padova per eventi internazionali, mentre il 63,9% dei partecipanti è in città per manifestazioni locali. Le tecnologie sono la principale voce d’investimento delle strutture padovane che ospitano eventi e congressi: il 64,3% del campione ha dichiarato di aver investito in tecnologia nel 2016 e il 33,3% del totale si è detto convinto di destinare – o aver destinato – fondi per questo anche nel 2017. La seconda voce d’investimento per gli operatori del settore è rappresentata dalle infrastrutture/servizi (ha investito il 35,7% del totale nel 2016): le previsioni di spesa per il 2017 qui sono in aumento, dato che il 41,7% degli intervistati ha dichiarato che investirà in infrastrutture nel 2017. Le percentuali sono assolutamente identiche anche negli investimenti in strutture. Le risorse umane invece hanno rappresentato invece il 21,4% della spesa complessiva degli operatori del settore MICE padovani nel 2016. Sulle tariffe, pochi dubbi. Il 75% del campione delle strutture coinvolte nella ricerca ha confermato che nel 2016 sono rimaste invariate rispetto all’anno precedente. Solo il 20% degli operatori ha deciso di aumentarle. Quello che aumenta è invece il fatturato complessivo del settore MICE, cresciuto rispetto al 2015 secondo il 45% del totale. Un altro 45% delle strutture interessate dallo studio dichiara invece un fatturato in linea con il periodo precedente, mentre è solo il 10% che denuncia un giro d’affari in calo.
La campagna di affiliazione e i prossimi obiettivi «Abbiamo impostato un percorso di forte crescita: stiamo ampliando il numero degli affiliati alla nostra realtà di promozione territoriale – ha detto invece  Flavio Rodeghiero, presidente del Consorzio turistico DMO Padova – E per dare risposte sempre migliori alle richieste del mercato stiamo lavorando per creare maggior network fra le imprese che offrono servizi nel settore MICE. Il turismo congressuale è in grado di generare forte economia e ritorno per il territorio. Vogliamo che Padova nei prossimi anni diventi una delle città leader nelle scelte di chi cerca una location importante per eventi e manifestazioni, nazionali e internazionali».
Alberto Rodighiero