Palazzo Donà in vendita per 12 milioni

Dodici milioni di lavori. 14 delibere e una raffica di interventi con i soldi del Patto per Venezia e con gli avanzi di cassa. La giunta veneziana ha approvato una serie di interventi di restauro per strade, scuole e cimiteri. L’elenco degli interventi approvati dal Comune è lungo, e comprende per le scuole lavori di rifacimento del tetto e degli intonaci, infissi e servizi igienici, abbattimento delle barriere architettoniche per 5 milioni e 250 mila euro.Interessate nel centro storico la scuola Morosini e la Manzoni, la Michiel e la Dante Alighieri. Per continuare gli interventi alla media Sansovino, ospitata a palazzo Jager in rio terà Barba Frirariol a Cannaregio, sono stati stanziati 850 milioni. Per farlo la Città Metropolitana approva la vendita di immobili tra cui palazzo Donà-Balbi in Riva di Biagio, ex sede dell’Ufficio scolastico, per 12 milioni e mezzo di euro.

«Avevo proposto un emendamento», dice la consigliera Monica Sambo (Pd) ma il sindaco mi ha detto che non meritavo risposta. Questa scelta va contro le indicazioni dell’Unesco di non vendere più patrimonio pubblico». In terraferma, invece, 2 milioni e 100 mila euro per i restauri di scuole. In alcune come la Foscolo e la Collodi di Favaro saranno anche rifatti gli esterni. 150 mila euro per rifare i centri cottura, a cominciare da quello centralizzato di Campalto, che ha gravi problemi alla copertura con infiltrazioni di pioggia. Quasi un milione di euro per rifare marciapiedi e asfalto di strade della terraferma a Favaro, Marghera, Chirignago. 800 mila euro per rifare la segnaletica stradale esistente nelle strade di Mestre Cifre importanti anche per l’edilizia sportiva.

900 mila per la riparazione delle palestre. 350 mila euro invece per i lavori ai cimiteri di Murano e Pellestrina. Saranno rifatti gli accessi, rendendoli a misura di disabile. Per i disabili anche i marciapiedi di via fratelli Bandiera a Marghera.Arrivano i fondi del Patto per Venezia, dunque, l’accordo firmato nel novembre dell’anno scorso a Ca’ Farsetti dall’allora premier Matteo Renzi con il sindaco Brugnaro.

 

«E’ uno sfogo importante», dice l’assessore ai Lavori pubblici Francesca Zaccariotto, «per portare avanti interventi necessari su situazioni mai curate per colpa delle amministrazioni precedenti. C’è veramente tanto da fare. Abbiamo trovato un lungo elenco di alienazioni che non abbiamo fatto noi e adesso si tratta semmai di rendere appetibili a investitori quei beni, che in molti casi sono in condizioni davvero precarie. Occorrerà anche pensare a razionalizzare le sedi del Comune che a Venezia sono sparse in molti edifici, spesso vetusti». Affitti che il Comune non vuole più pagare, centralizzando gli uffici nelle nuove sedi, al Tronchetto e in terraferma.Un problema che però rischia di accelerare ancora le dismissioni di immobili pubblici e la loro vendita a privati, soprattutto nella città storica, dove il mercato risponde per la pressante domanda turistica.

A.C.M.