Parco Piraghetto. Pro e contro da parte dei cittadini

D’Este: «Apertura al massimo fino alle 20»

Parco Piraghetto, dopo i cancelli è arrivata la chiusura alle 18.30 ma continua il braccio di ferro tra comitato “Viva Piraghetto” e amministrazione comunale. Lunedì 31 ottobre, durante la festa di Halloween nel parco di Mestre, i cittadini hanno avuto la meglio sulle nuove disposizioni del Comune. La chiusura del Piraghetto è la prima; seguirà la chiusura del Sabbioni e a gennaio toccherà a villa Querini. I cancelli anticipano la chiusura serale e notturna delle tre aree verdi, che sono zone di spaccio. L’obiettivo del Comune è chiaro: gli orari di apertura e chiusura permettono ai vigili di sanzionare e denunciare per occupazione quanti vengono trovati dentro negli orari vietati al pubblico. Ma a lamentarsi ora sono i cittadini. Lunedì alle 18.30, nel pieno della festa, con quasi un migliaio di persone nel parco, sono arrivati gli addetti di Veritas per chiudere il parco. Di fronte alla marea di gente hanno desistito e sono andati via. È toccato poi ai vigili urbani chiudere i cancelli alle 21.30, senza proteste. «Adesso vogliamo che la popolazione vinca tutti i giorni. Giovedì ci riuniremo per decidere se continuare con le nostre attività o no. Non vogliamo essere trattati da diversi», spiega Stefano Giacomazzi, uno degli animatori di “Viva Piraghetto”. L’associazione è nata con l’avvento del nuovo sindaco ed ha sempre goduto di ottimi rapporti con l’amministrazione. Il Comune ha proposto all’associazione una deroga e l’intenzione di affidare all’associazione le chiavi del parco per chiuderlo la sera dopo le iniziative, che oramai sono tante e varie, compresi i gruppi di nordic walking che giovedì scorso sono rimasti fuori visti i cancelli chiusi. Da “Viva Piraghetto” dicono di non volere affatto corsie preferenziali e di preferire un parco aperto. «Il parco è di tutti, non di Viva Piraghetto. Il parco va chiuso alle 21.30 e tutti devono avere la possibilità di usarlo», dicono. L’assessore alla sicurezza Giorgio D’Este risponde: «La chiusura di un parco è una questione ordinaria, che può stupire ma che è necessaria, altrimenti certi soggetti, senza orari e paletti, non si allontanano. D’estate sarà diverso. Ora in inverno chiudere alle 19.30 o alle 20 va bene. Loro se vogliono fare le loro attività sono liberissimi di farlo ma non possono aspettarsi che mettiamo a disposizione una pattuglia ogni sera». L’assessore comunale ricorda che il comitato di “Viva Piraghetto” era ampiamente informato, visto che sul tema si era svolta una commissione comunale. «Vero è che non vogliono prendersi la responsabilità di avere le chiavi. Come se fosse tutto dovuto. Ma dovrebbero collaborare», insiste D’Este. «Altrimenti resta tutto aperto e alle 22 nessuno può poi lamentarsi se ci sono dentro spacciatori o accattoni. Se non si mettono regole, non si può farle rispettare». Il Piraghetto era terra di nessuno e loro hanno fatto davvero molto per rianimarlo. Ma non da soli: hanno potuto contare sull’amministrazione con un gioco di squadra.

di Giacomo Costa