Nuovo parroco a San Vito, arriva don Riccardo

SPINEA. Nominato un nuovo parroco a Spinea. La notizia che tutti aspettavano in città è arrivata durante le messe dello scorso fine settimana, annunciate dall’amministratore parrocchiale don Marcello Miele: è don Riccardo Zanchin, 59 anni, il nuovo pastore di San Vito e Modesto, che era rimasta senza guida a ottobre, dopo la clamorosa ritirata di don Flavio Gobbo. Don Flavio si era preso un periodo di riposo concordato con la Curia, dopo che in parrocchia avevano cominciato a circolare voci di un presunto buco di bilancio.

Nei giorni scorsi il Vescovo di Treviso Gianfranco Agostino Gardin ha nominato don Zanchin, chiudendo in questo modo un capitolo doloroso per Spinea. Arriverà un sacerdote dal volto umano, che nel suo passato recente è stato per ben 12 anni in missione a Manaus, in Brasile, a contatto con gli ultimi.

Spinea dunque volta pagina: la nomina del nuovo parroco era attesa per l’estate, dopo che nei mesi scorsi a Spinea era stato mandato in supporto don Stefano Moino, fresco anche lui di ritorno dalla missione di Manaus in Brasile e soprattutto chiamato come amministratore don Marcello, parroco dell’altra parrocchia di Spinea, Santa Bertilla.

Don Riccardo Zanchin sarà ora il parroco titolare: in estate chiuderà il suo servizio nelle parrocchie dei Santi Filippo e Giacomo a Candelù e Santa Maria Assunta a Varago, dov’è attualmente parroco e dove ricopre l’incarico di vicario foraneo del vicariato di Spresiano.

Ancora da chiarire chi rimarrà con lui in parrocchia dei tanti collaboratori che si sono succeduti in questi mesi, nel tentativo di non lasciare soli i fedeli in un momento così delicato. Cesserà certamente l’incarico di amministratore parrocchiale di don Marcello, sul quale tuttavia don Riccardo potrà contare nell’ottica della nuova collaborazione pastorale cittadina. Inevitabile anche qualche partenza: a San Vito e Modesto operano infatti ben due vicari parrocchiali, don Paolo Slompo e padre Renato Famengo e due collaboratori pastorali, don Stefano Moino e don Diogenes Pinedo Echavez.

Filippo De Gaspari