Part-time: più valore alla famiglia

Favorire la conciliazione dei tempi di cura e di lavoro, dare cioè la possibilità alle mamme o ai papà impiegati presso la pubblica amministrazione di non sottrarre tempo alla famiglia. E’ questo l’obiettivo della delibera approvata pochi giorni fa dalla giunta comunale di Treviso e che modifica il regolamento sul part-time oggi in vigore. Tra le novità il fatto che a richiederlo potranno essere tutte le categorie di dipendenti (comprese la polizia locale, il personale degli asili nido e gli impiegati di livello D non titolari di posizione organizzativa o alta professionalità). La concessione del part-time verrà valutata di volta in volta da parte del dirigente anche per evitare abusi del diritto.
“Si tratta di una novità importante che ha come obiettivo quello di dare un segnale nuovo rispetto al tema della famiglia e della conciliazione del tempo di lavoro e quello di cura – dichiara il sindaco di Treviso Giovanni Manildo – non tutti hanno la possibilità di contare sull’aiuto dei nonni o su aiuti esterni come la baby sitter per crescere i figli. Chiaramente la valutazione per la concessione dell’orario ridotto verrà fatto in modo puntuale e caso per caso”.
Oggi il numero di dipendenti a part –time sono 71 (67 donne) su un totale di 531 dipendenti.
Dopo il bando a favore degli affitti per le giovani coppie arriva dunque un nuovo provvedimento a favore della famiglia: “Contemperare le esigenze del lavoro e quelle del tempo di cura è un’impresa titanica, come emerge da una recente ricerca condotta da Ipsos – dichiara il vicesindaco e assessore alla coesione sociale Roberto Grigoletto – Inoltre da anni la popolazione residente del Comune di Treviso sta progressivamente invecchiando e il tasso di natalità continua a diminuire. Per questo abbiamo deciso di intervenire con un provvedimento nuovo”.
Basta dare uno sguardo ai numeri per capire l’andamento del fenomeno : nel 2013 i nuovi nati erano 604 a fronte di 934 decessi; nel 2014 622 nuove nascite e 885 decessi, fino ad arrivare al 2015 anno in cui le morti sono state quasi il doppio delle nascite: 1005 contro 587. Va poi detto che in città la percentuale dei residenti oltre i 65 anni è pari al 25,85 per cento, mentre nella fascia tra 0 e 14 siamo al 12.45 per cento. Alla fine del 2015 oltre il 26 per cento della popolazione residente aveva un’età superiore ai 65 anni .
“I tempi da dedicare alla famiglia e ai figli vanno creati, adattando il più possibile l’impegno lavorativo ai ritmi familiari – chiude Grigoletto – Oggi sempre più, accanto al sostegno economico, è il tempo da assicurare alla cura dei figli che va trovato. Questo è l’investimento per me più importante sul quale puntare”.

Matteo Venturini