Passi avanti per l’autonomia

Il governatore della Regione Veneto incontra i sottosegretari Bressa e Baretta in un clima disteso e concreto.

«Roma collabora e ci potrebbe essere una preintesa entro gennaio. Il negoziato si può chiudere in tempi ragionevoli». Così Zaia a chi domandava come stavano andando le cose. Insomma, sembrano esserci tutte le premesse per firmare entro gennaio 2018 il preaccordo tra Governo, Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna che hanno avviato la trattativa sulla base dell’articolo 116 della Costituzione. La conferma arriva dopo l’incontro che Luca Zaia ha avuto a Roma con Gianclaudio Bressa, sottosegretario ma ministro de facto delle Regioni dopo l’uscita di scena di Enrico Costa, che l’altro ieri ha aderito a “Noi per l’Italia” con il centrodestra di Berlusconi.

A fianco di Bressa c’era anche Pier Paolo Baretta, sottosegretario all’Economia, per  ragionare nel concreto sulle risorse aggiuntive che si possono assegnare alle Regioni con le nuove funzioni. Il dato politico più rilevante è che, a 16 anni dall’introduzione del federalismo fiscale voluto da Bassanini e Amato, si è aperta una fase che punta a valorizzare l’autonomia amministrativa e legislativa di tre regioni sulla base dei reali bisogni di efficienza espressi dalle comunità locali.

«L’incontro si è svolto in clima di grande cordialità e operatività, si è fatto il punto sul lavoro fin qui svolto sulle diverse materie e sull’inquadramento generale dell’intesa legata alle richieste specifiche del Veneto rispetto a Lombardia ed Emilia. Saranno giorni intensi di lavoro anche durante le festività natalizie per arrivare al 20 gennaio alla firma del pre-accordo. Nel pomeriggio sono proseguiti gli incontri sull’ambiente con le delegazioni tecniche delle tre regioni. Il governo non ha mai sottovalutato la sfida lanciata dal referendum del 22 ottobre e vuole aprire la nuova stagione del regionalismo, per agevolare chi amministra con efficienza e costi standard più bassi rispetto alla media perché solo così si abbatte il deficit pubblico», conclude Bressa.

Soddisfatto anche Luca Zaia, protagonista assoluto sul piano nazionale grazie al successo del referendum. «Anche l’incontro di oggi è andato nella direzione sperata. Oggettivamente trovo un clima disteso, sereno e operativo. C’è condivisione su modalità e operatività e questo fa ben sperare, perché i veneti stanno aspettando risultati, e sono 5 milioni. Credo ci siano le premesse per poter firmare una preintesa entro gennaio. Abbiamo parlato della preintesa che vogliamo siglare e che costituisce l’occasione per stabilire quanto fatto finora e soprattutto per guardare al futuro e dare indicazioni a chi andrà a governare dopo le elezioni del 4 marzo 2018. Il futuro parlamento dovrà quindi trovare già stabilite le caratteristiche e le modalità di una trattativa che dovrà avere un suo iter e proseguire nell’alveo tracciato» anche se a Palazzi Chigi dovesse cambiare la squadra con un nuovo team agli Affari regionali.

E’ convinzione condivisa con Bressa e Baretta che la pre-intesa legislativa si possa quindi firmare entro gennaio».«In questo documento – ha precisato Zaia – cercheremo di stabilire anche una durata ragionevole dell’iter e penso che, tra uomini e donne di buona volontà, si possa fare veloci. I 5 già tavoli già aperti su sanità, lavoro, istruzione, ambiente e rapporti Ue testimoniano che la macchina è partita e che indietro non si torna. E’ un fatto positivo, perché quando il Presidente della Regione viene qui, porta con sé 2,4 milioni di cittadini veneti che hanno votato, e lo hanno fatto in maniera trasversale ai partiti». Zaia poi ricorda che la trattativa riguarda 5 macroaree, «ma le materie concorrenti sono 23 e quindi siamo solo alla prima fase». Ciò che conta è la firma dell’accordo.

G.N.P.