Piogge, raffiche di vento e allagamenti, 30 mm in venti minuti

PADOVA. Il Presidente Ferraresso del Consorzio di Bonifica  Bacchiglione: «Per fronteggiare questi eventi bisogna lasciare spazio all’acqua».

L’estate di quest’anno è caratterizzata da ripetuti temporali con precipitazioni intense.

Sabato 21 luglio, soprattutto a Padova e nei Comuni limitrofi, la pioggia è stata particolarmente intensa ed accompagnata da forti raffiche di vento.

In venti minuti si sono registrati 30 mm d’acqua (vale a dire 30 litri d’acqua per metro quadrato). L’evento è stato particolarmente esteso. Quasi contemporaneamente a Bovolenta si sono registrati 36 mm e a Codevigo 34 mm.

A causa del forte vento numerosi alberi sono stati sradicati ed i rami spezzati; le foglie e la vegetazione hanno rapidamente intasato le caditoie stradali impedendo all’acqua di defluire.

È stata immediata l’entrata in funzione degli impianti idrovori gestiti dal Consorzio di bonifica Bacchiglione. Per quanto riguarda la città di Padova, sabato gli impianti idrovori hanno scaricato nei fiumi Brenta e Bacchiglione oltre 350 mila metri cubi d’acqua.

In considerazione delle previsioni meteo, sabato il personale del Consorzio aveva provveduto nella mattinata ad abbassare i livelli nella rete di canali ed è intervenuto tempestivamente sul territorio per il controllo di canali e manufatti e per la pulizia delle griglie dal materiale trasportato dalla corrente. Cinque squadre, composte complessivamente da 18 operai del Consorzio, hanno operato dalle 18 di sabato alle 3 di domenica mattina, con il coordinamento del personale tecnico.

«Precipitazioni intense accompagnate da forti raffiche hanno causato allagamenti in alcune zone della città di Padova e nei comuni della provincia.  – afferma Paolo Ferraresso – Gli impianti idrovori sono entrati immediatamente in funzione ed i canali hanno svolto la loro funzione. Ancora una volta il punto critico sono state le caditoie lungo le strade dei centri abitati che durante questi eventi si intasano in breve tempo. Molto probabilmente bisognerà ripensare alla conformazione delle caditoie ma, soprattutto, dobbiamo imparare che l’acqua ha bisogno del suo spazio» .

Sara Zanferrari