Più Carabinieri in Riviera secondo Ferrari

“Per far fronte alla richiesta di sicurezza dei cittadini della Riviera del Brenta, servono nei comuni del comprensorio almeno una cinquantina di carabinieri in più da assegnare alle varie caserme. Vanno aiutati i Comuni anche ad assumere più agenti di polizia locale”. A fare questa richiesta è il consigliere regionale Franco Ferrari della lista “Alessandra Moretti Presidente”, che ritiene il problema della sicurezza prioritario nell’elenco delle necessità dei cittadini dell’area. “Si assiste -spiega il consigliere Ferrari- a continui raid di bande che colpisco case, attività produttive come negozi, calzaturifici. E anche: razzie nei cimiteri, rapine e borseggi, per non parlare dell’annoso problema del raggiro degli anziani a causa dell’azione di truffatori specializzati. Di fronte a tutto questo, ci sono stazioni dei militari dell’Arma e polizie locali perennemente sotto organico. Negli anni scorsi si sono chiuse in diversi paesi dell’area delle piccole caserme, ma il personale in quelle restanti non è aumentato in misura proporzionale”.

Per il consigliere regionale Franco Ferrari, è importante dare risposte visibili ai cittadini con un controllo del territorio capillare, in grado di far fronte alle emergenze. “Per questo mi farò promotore – spiega Ferrari- presso la Regione e il Ministero della Difesa, di iniziative per portare sul territorio della Riviera una cinquantina di carabinieri in più insieme ad un rafforzamento degli organici delle polizie locali. Va apprezzata comunque ed incentivata anche l’azione dei gruppi di controllo di vicinato, e il potenziamento del sistema di monitoraggio con telecamere, che si rivelano sempre più efficacissimi strumenti nel prevenire azioni vandaliche e criminali”. Il consigliere regionale Franco Ferrari infine fa una considerazione sulla delicata questione della legittima difesa. “Sono dell’idea- spiega Ferrari- che l’istituto della legittima difesa, vada rafforzato sul versante della tutela ai cittadini che vengono aggrediti in casa dai banditi. E’ mia opinione che chi si difende legittimamente da un’aggressione nella sua abitazione, ai suoi affetti famigliari e personali, ai suoi beni, non debba poi difendersi anche da processi che in qualche maniera tutelano gli aggressori. Chi delinque deve aver chiaro che, se entra nelle case altrui per depredare, molestare, violentare, rischia grosso e in qualche caso rischia la vita. Per questo è mia opinione che la legge sulla legittima difesa vada riformata e si tuteli sempre di più chi queste aggressioni le subisce, e non penalizzi e perseguiti nel tempo, le reazioni legittime degli aggrediti“.

L.P.