Porto Marghera tra rilancio e occasioni mancate

Li chiamavano metalmezzadri, erano gli operai che venivano dalle campagne e che, dopo avere trascorso la giornata di lavoro in fabbrica, tornavano a casa per curare i campi. Per commemorare ancora una volta il centenario della nascita di Porto Marghera al Vega sono stati ricordati anche gli operai contadini che con estremo sacrificio hanno fatto la storia del Polo industriale. Ma si è parlato anche del futuro, fatto di progetti avviati quali la Zona Logistica Semplificata, ma anche di grandi occasioni mancate, come è stato per il Polo di Fusione Nucleare dell’Enea che non sarà mai a Marghera e per Venezia rappresenta uno smacco che ha fatto infuriare il sindaco Brugnaro.

Il convegno è stato soprattutto l’occasione per ricostruire le lotte sindacali affrontate tra gli anni ’60 e ’80 dai dirigenti e dai militanti della Cisl che si sono avvicendati per raccontare i propri indelebili ricordi personali, le vittorie come le sconfitte, i momenti di euforia come quelli di frustrazione, passando per l’autunno caldo, la lotta contro il terrorismo e la successiva deindustrializzazione.

Testimonianze che sono state raccolte nel volume 1917-2017 la Cisl a Porto Marghera a cura di Giuseppe Vedovato. «La storia non ci è stata sempre amica perché dal ’69 in poi ha avuto più visibilità un sindacato ideologico e antagonista mentre la Cisl è stata un sindacato più concertativo e partecipativo – ha sottolineato Paolo Bizzotto, segretario generale Cisl Venezia ma col passare del tempo il modello antagonista non ha pagato ed il nostro modello di relazioni sindacali e di gestione delle crisi aziendali ha dimostrato di essere pragmatico e vincente e sarà indispensabile per disegnare un’idea di sviluppo futuro e condiviso di Porto Marghera».

Uno sviluppo è stato ricordato – che dovrà necessariamente prendere forma attraverso le bonifiche, l’allargamento della Zona Franca, il rafforzamento della logistica e della cantieristica e l’arrivo di nuovi capitali da investire in produzioni innovative e compatibili con l’ambiente circostante, quali la produzione del biodiesel e la chimica verde. «Sono sfide che ora il sindacato deve affrontare unito ricorda Gianfranco Refosco, segretario generale Cisl Veneto partendo dai concetti di sostenibilità e di partecipazione e allo stesso tempo dalla consapevolezza che Porto Marghera non può rinunciare all’industria manifatturiera» .

E al suo arrivo, in occasione della tavola rotonda con Paolo Costa e Tiziano Treu, che ha concluso il convegno, il sindaco Luigi Brugnaro ha ricordato che la storia di Porto Marghera non si conclude con la fine delle celebrazioni del centenario: «Siamo qui per costruire i prossimi 100 anni di storia sapendo che non si può rinunciare a quello che c’è senza una prospettiva alternativa. La gente deve avere un lavoro vero e non una paghetta per non fare nulla e al sindacato spetta il compito difendere i diritti del lavoro vero. Ma se ci facciamo scappare le occasioni come è successo a Marghera con il piano dell’Enea, che valeva 500 milioni di euro e 250 posti di lavoro, allora non c’è lavoro né diritti da difendere. Ora voglio capire perché in graduatoria siamo finiti penultimi ed il centro di fusione nucleare è andato a Frascati».

A.V.