Il Porto di Trieste ha finalmente il suo regime agevolato

E diventa ora cruciale il nuovo ruolo per la Via della Seta

La svolta è stata definita “epocale” e in effetti quella di martedì è stata davvero una giornata storica per il Porto di Trieste e per il Friuli Venezia Giulia dato che lo scalo giuliano ha finalmente un decreto che consente di gestire con chiarezza i suoi punti franchi a seguito della firma da parte del ministro dei Trasporti e delle infrastrutture Graziano Delrio avvenuta presso la sede della Regione, alla presenza della presidente del Fvg Debora Serracchiani e del presidente dell’AdSP del Mare Adriatico Orientale, Zeno D’Agostino. “È una data epocale” – ha affermato D’Agostino – perché in meno di un anno abbiamo reso operativo uno strumento che per 23 anni nessuno ha avuto la forza, ma soprattutto la voglia, di portare a compimento. Convegni, proclami e strumentalizzazioni sull’argomento, ma nessun atto concreto.

Solo grazie al lavoro sinergico svolto assieme alla presidente della Regione Debora Serracchiani, all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e al Governo, si è arrivati a una svolta definitiva sull’annosa questione del Porto Franco Internazionale di Trieste.

La mancanza di un testo normativo sull’argomento, previsto già dalla precedente legge di riforma sui porti del ’94 ma mai realizzato, ha comportato che la gestione dei punti franchi si sostenesse fino ad oggi, grazie alla collaborazione tra le Amministrazioni coinvolte nella gestione dello scalo. Naturalmente una situazione come questa non è riuscita a determinare l’effettivo sviluppo delle enormi potenzialità che questo regime comporta. Oggi si apre una nuova era per il porto e per Trieste.”

Tra i contenuti salienti del decreto, l’attribuzione all’AdSP del Mare Adriatico Orientale del potere di modificare l’area dei punti franchi. E’ di certo la novità più importante, che attualizza i principi contenuti nell’Allegato VIII del Trattato di pace agli artt.18-20: il nuovo decreto prevede che tale valutazione sia in capo al presidente del porto, quale soggetto istituzionalmente deputato alla gestione dei punti franchi.
L’Autorità avrà anche il potere di autorizzare le attività di manipolazione e trasformazione industriale delle merci nei punti franchi, fornendo assistenza tecnica agli investitori.

Potrà inoltre riorganizzare le aree del Porto Franco per rispondere alle molteplici esigenze del commercio internazionale, prevedendo l’individuazione di aree specifiche da destinare alle attività industriali quali stoccaggio, manipolazione, trasformazione, e di aree in cui concentrare le attività del settore logistico legate al transito della merce.
Importante il riferimento allo sviluppo ferroviario con l’attribuzione all’Authority del compito di potenziare i collegamenti ferroviari e di vigilare sul rispetto delle regole di utilizzo delle infrastrutture. Infine non potevano mancare i compiti della promozione internazionale e della gestione della formazione, aspetti che rivestiranno un’importanza cruciale per il rilancio in chiave innovativa dei punti franchi triestini.

“Il Porto Franco ha quasi 300 anni – ha sottolineato D’Agostino – ma con questo decreto lo abbiamo riportato a nuova vita. Ora potremo dare certezze agli investitori internazionali e far diventare questo status una leva strategica da integrare con i poteri di pianificazione e i compiti di promozione propri dell’ente per un vero decollo del porto e del suo sistema logistico in ambito internazionale. Penso soprattutto agli sviluppi della Via della Seta, da oggi potremo giocare un ruolo finalmente decisivo: non saremo più solo un porto, ma un nodo chiave delle catene logistico industriali globali”

“Questo atto – ha rimarcato Debora Serracchiani – segna un momento storico per il porto di Trieste poichè, in concreto, significa la possibilità di poter fare manifattura industriale, trasformazione delle merci e logistica in un sistema doganale unico in Europa. Lo sblocco di una situazione di stallo che attendeva una soluzione operativa da sessant’anni.”

E proprio il ministro Delrio ha voluto ribadire le formidabili opportunità che si aprono per il porto di Trieste e di conseguenza per tutto il territorio regionale: la garanzia di poter operare in uno spazio extradoganale, la capacità di sviluppare impresa e l’offerta sui mercati internazionali dell’unico porto franco in Europa. “Una vocazione continentale, quella di Trieste, che – ha sottolineato il ministro – fa parte della storia della città e che in questo caso può diventare una forza trainante per l’intero paese”.

“Dopo l’approvazione del Piano Regolatore del Porto e la sdemanializzazione di Porto Vecchio con la firma del decreto attuativo per il punto Franco possiamo dire senza enfasi – ha affermato il senatore triestino Francesco Russo, artefice proprio degli ultimi importanti che anno riguardato l’ambito portuale del capoluogo giuliano – che in 4 anni, assieme a Debora Serracchiani,Zeno D’Agostino e Mario Sommariva abbiamo davvero cambiato il futuro della portualità triestina”.

“Ricordo – ha aggiunto l’esponente Dem – che il giorno della sdemanializzazione, in tanti, ci avevano attaccato sostenendo che stavamo togliendo a Trieste la possibilità di usare le potenzialità della zona franca. In realtà spostando i punti franchi li dove sono funzionali e rendendoli finalmente operativi abbiamo creato le condizioni perché succeda esattamente il contrario. Finalmente. Questo ulteriore strumento mette Trieste e il Friuli Venezia Giulia in grado di giocare con ancora più chance le proprie carte sullo scacchiere della logistica internazionale in particolare alla luce delle opportunità aperte dalla nuova Via della Seta. Alla politica il compito di continuare unitariamente il lavoro fin qui svolto”.

Quello di martedì è stato un “momento storico” anche per il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza il quale, senza nascondere la propria emozione, a margine della firma ha sottolineato che ” tutto ciò porterà veramente molto interesse, lavoro e sviluppo per Trieste. Oggi credo che siamo l’unico scalo d’Europa Porto franco e vi sono ora grandi opportunità di lavoro e crescita per la nostra città“.

Lucio Leonardelli