Presunte intercettazioni jihadiste: ‘Giusto rubare ai miscredenti’

Poco più di un mese fa, Arxhend Bekay, kosovaro indagato ed espulso nell’ambito della presunta cellula jihadista, ha raccontato ai suoi vicini compagni i furti giornalieri di 70 mila euro portati a termine ai danni delle casse del ristorante nel quale lavorava.
A confermare le dichiarazioni è Dake Haziraj, trattenuto in carcere con l’accusa di associazione con finalità di terrorismo: “Le persone che Arxhend deruba sono tutti quanti kafir (miscredenti nel gergo della loro lingua, ndr) e come tali meritano senz’altro tale comportamento”.
Ad aggiungersi al coro c’è anche Arjan Babaj, il presunto ideologo del gruppo che rincara la dose: “Loro sono dei schifosi kafir, odiano i musulmani e appoggiano quelli che sono contro i musulmani”.
Domani mattina si terrà l’udienza al tribunale del Riesame, ed in tale occasione sarò presentata la documentazione completa di tutte le intercettazioni registrate in quella giornata.
I tre presunti jihadisti hanno richiesto, attraverso i loro avvocati, di essere rilasciati in quanto estranei all’Is.
Fisnik Bekay, fratello di Arxhend, nella giornata del 13 marzo ha parlato riferendosi a lui in questo modo: “Io hli vohliono bene per il fatto che è nato dalla mia stessa madre, ma con tutto quello che lui fa, tutto ciò in cui crede… io odio quelle cose! Lui non è mio fratello di fede! Se domani succede che scoppia una guerra e lui si trova a combattere per la democrazia e io a combattere per l’Islam, è mio dovere combattere pure lui”.
Invece Babaj, il giorno prima e sempre nelle intercettazioni, ha raccontato ai compagni che dal suo arrivo a Venezia ha totalmente cambiato la propria vita: ha smesso di mandare denaro ai familiari ed al fratello in quanto sarebbero stati spesi in modo futile ed inutile, motivo per il quale ora li considera miscredenti.
48 ore prima dell’arresto, arriva una nuova intercettazione e a parlare è sempre Babaj: “Per me tutti questi giudici, tutti questi poliziotti, tutti questi che sono con loro, in questo mondo Allah li condannerà”.

Matteo Venturini