Primo appuntamento romano per Piero Mauro Zanin

Settimana politica in Friuli Venezia Giulia caratterizzata principalmente dalla nomina del nuovo Presidente del Consiglio regionale a seguito del decesso di Ettore Romoli che era stato nominato dopo le elezioni del 29 aprile. Al vertice dell’assemblea consiliare è stato eletto Piero Mauro Zanin, 54 anni, alla sua prima esperienza in consiglio regionale dopo aver ottenuto quasi 2 mila preferenze nella lista di Forza Italia nella circoscrizione di Udine.

Nato a Cellino San Marco (BR), risiede attualmente a Udine, ha quattro figli. Architetto, con specifiche esperienze nelle tematiche legate ad ambiente e territorio, ha ricoperto la carica di assessore provinciale ad Ambiente, Ecologia e Territorio della Provincia di Udine, ma anche di presidente del Consiglio di amministrazione di società impegnate nella gestione e raccolta dei rifiuti, oltre ad essere stato consulente di strategie ambientali per vari enti locali e aziende private del settore. Dal 2001 al 2007, ha ricoperto il ruolo di presidente del Gruppo consiliare di Forza Italia presso la Provincia di Udine, mentre dal 2009 all’elezione di consigliere regionale, è stato sindaco del Comune di Talmassons, di cui in precedenza è stato assessore e consigliere.

Prima di diventare il 24imo presidente del Consiglio regionale era capogruppo di Forza Italia, ruolo che da ieri è ricoperto da Giuseppe Nicoli, già vice sindaco di Monfalcone, subentrato a Ettore Romoli, il quale sarà coadiuvato nell’Ufficio di presidenza del gruppo dal vice Franco Mattiussi e dal segretario Piero Camber.

Zanin, in carica da lunedì scorso, è stato eletto con 29 voti alla seconda votazione, in quanto nella prima non era stata raggiunta la maggioranza assoluta
dopo che nella prima votazione aveva ottenuto 20 voti, mentre 4 avevano votato per Mauro Di Bert, esponente di Progetto Fvg. consiglieri di tutti i gruppi di opposizione hanno preso la parola per annunciare la non partecipazione alla votazione.

Dopo il primo voto, il capogruppo del Pd,Sergio Bolzonello, aveva chiesto e ottenuto una breve sospensione della seduta per un incontro di minoranza. Tra le due votazioni, avendo la maggioranza rifiutato la richiesta di un incontro dei capigruppo per cercare una convergenza su una candidatura di garanzia, consiglieri di tutti i gruppi di opposizione hanno preso la parola per annunciare la non partecipazione alla votazione.

“Per quello che è successo – ha detto Zanin subito dopo l’elezione con riferimento alle due votazioni – non è per me un momento felice. Spero con il mio lavoro di poter recuperare un rapporto di fiducia con quanti ho già collaborato in passato e lavorerò in questi cinque anni”.

Nel ringraziare poi l’assemblea, il neo presidente, nell’illustrare le sue linee programmatiche, ha dichiarato: “Eserciterò il mio mandato attenendomi alle disposizioni che regolano l’attività del Consiglio, garantendo funzionalità ai nostri lavori, nel rispetto reciproco tra maggioranza e opposizione, per dare piena dignità all’azione dell’Assemblea legislativa che deve essere improntata, guidata da un’etica della responsabilità, a quel forte senso delle Istituzioni che tutti noi dobbiamo rappresentare”.

Zanin, prima di essere eletto in consiglio regionale, era stato uno dei leaders della pattuglia dei sindaci che avevano contestato la riforma degli enti locali decisa dalla giunta guidata da Debora Serracchiani, motivo per il quale da parte del capogruppo Pd vi sono state rispetto alla sua nomina forti critiche.

“ Iniziare il proprio discorso di insediamento – ha affermato Sergio Bolzonello – con un grazie al presidente della Regione è il peggiore degli inizi. Zanin ha minato il rapporto di autonomia del Consiglio rispetto alla Giunta; non si può pensare di essere presidente di tutti esordendo in questo modo.

Quello a cui abbiamo assistito oggi è un problema che riguarda le istituzioni: tutti i gruppi di minoranza, non solo il Pd, si sono astenuti dal voto proprio perché è mancato il confronto. Tutti i consiglieri dem hanno preso la parola in Aula, motivando ciascuno la propria non partecipazione alla votazione.

Questa elezione non ci ha soddisfatto in alcun modo – ha sottolineato ancora Bolzonello – innanzitutto perché il nome di Zanin non era circolato nei giorni scorsi in maniera formale com’era successo per il compianto e rimpianto presidente Romoli, che avevamo votato con la sicurezza che sarebbe stato un uomo sopra le parti. Oggi invece, in Aula, parte della maggioranza non sapeva quale fosse il nome. Altro dato negativo riguarda l’assoluta chiusura alla nostra richiesta di sospensione, con conseguente convocazione dei capigruppo, per dare un nostro contributo all’individuazione di un presidente, visto che la maggioranza si era lacerata in maniera totale. Ci hanno negato anche questo, per votarsi infine un presidente di assoluta parte, che non rappresenta l’intero Consiglio.

Infine – ha concluso l’ex vicepresidente della regione – prendiamo atto dello scollamento tra la maggioranza e la Giunta. Nella prima votazione è stato evidente che l’intesa di potere tra il presidente Fedriga e l’assessore Riccardi non ha avuto il supporto, in termini di voti, da parte dei consiglieri di maggioranza. Difatti non c’era più la maggioranza, con 20 voti a sostegno di Zanin sul totale di 29”.

Dal canto suo, Mauro Bordin, capogruppo della Lega, ha espresso la soddisfazione per la nomina di Zanin, ” persona equilibrata e capace – ha detto l’esponente leghista – con un’importante esperienza politica amministrativa, che saprà certamente guidare con grande professionalità il Consiglio regionale e sarà sicuramente figura di garanzia per gli interessi dell’intero Consiglio regionale e che consegnerà all’Aula il ruolo istituzionale che merita”.

Il neo presidente avrà intanto oggi, venerdì, il suo primo appuntamento romano per l’Assemblea plenaria della Conferenza dei presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome, che si riunirà nella sede di Via Cossa, con un impegnativo ordine del giorno. La riunione riveste particolare importanza per la presenza ai lavori della ministra per gli Affari regionali e le Autonomie, la senatrice Erika Stefani.

L’occasione, dunque, per il presidente del Consiglio regionale del Fvg di fare il punto su un aspetto cruciale enunciato nelle sue dichiarazioni programmatiche riguardante la difesa e salvaguardia, con una negoziazione pattizia, dell’autonomia e della specialità del Friuli Venezia Giulia nel momento in cui si è di fronte all’acquisizione di nuove funzioni da parte delle regioni ordinarie.

Fra i punti all’ordine del giorno dei lavori della Conferenza, l’insediamento del Coordinamento delle Commissioni e degli Osservatori sul contrasto alla criminalità organizzata e la promozione della legalità.

All’attenzione anche il Progetto CAPIRe, in particolare per gli interventi per l’internazionalizzazione delle imprese, nonchè la presentazione ai membri della Conferenza del Libro bianco sulla rappresentanza regionale, a cura del CENSI, nelle cui pagine si affronta in particolare la questione di come si rappresenti il policentrismo nel nuovo ciclo politico-istituzionale.

Lucio Leonardelli