Il primo progetto di fitodepurazione a scuola

Mirano capofila della sperimentazione

L’acqua. Un bene raro se lo si maltratta. Un bene vitale. Un bene essenziale. Peccato che venga sempre più inquinato. Contaminato. Sprecato. Dopo il caso Pfas nel Veneto, cioè quelle sostanze persistenti nell’ambiente e in grado di bioaccumularsi, parlare di cura dell’acqua e di come educarsi a utilizzarla risulta pressoché indispensabile.
A pensarci è l’ inter – istituto “8 Marzo-K.Lorenz” e “Levi-Ponti” di Mirano con una mostra didattica itinerante, “L’acqua in 6 parole” e una serie di progetti.
Una mostra inaugurata il 7 febbraio con la presidente del Consiglio comunale di Mirano, Renata Cibin; la dirigente scolastico Roberta Gasparini dell’ “8 Marzo – K. Lorenz”; Francesco Mescalchin (“8 Marzo – K. Lorenz”), Alessia Gardin (“8 Marzo – K. Lorenz”), Stefano Rando (“Levi – Ponti”) ed Eriberto Eulisse, direttore Centro Internazionale Civiltà dell’Acqua Onlus.

“La mostra sul tema dell’acqua è curata dal Centro Civiltà dell’Acqua Onlus – dicono gli organizzatori – per il Consiglio di Bacino Laguna di Venezia, ente di governo e di controllo del servizio idrico integrato. La mostra si addentra nel complesso mondo dell’acqua attraverso sei determinazioni lessicali: pura, antica, rara, utile, misteriosa e preziosa che sono altrettanti modi di guardare all’acqua. Sei prospettive che non hanno la pretesa di risolvere la conoscenza del prezioso bene ma di promuovere una nuova coscienza di esso. Anche il nostro territorio, pur ricco d’acqua, sta imparando a conoscere i segnali preoccupanti conseguenti dell’uso sconsiderato dell’acqua: spreco, sfruttamento e addirittura avvelenamento delle stesse acque. Contestualmente alla mostra, è iniziato il progetto di educazione ambientale del Consiglio di Bacino Laguna di Venezia, “Ama l’acqua del rubinetto”, realizzato dal Centro Internazionale Civiltà dell’Acqua Onlus, che interessa le scuole ricadenti nei 36 comuni del comprensorio del Consiglio di Bacino.

A Mirano è iniziato il progetto pilota volto a realizzare un’area di fitodepurazione all’interno del plesso scolastico. Il progetto didattico intende promuovere una maggior consapevolezza circa l’acqua ed il suo utilizzo. L’uso smodato di questo prezioso bene e i sempre più frequenti casi di inquinamento, infatti, hanno raggiunto livelli tali da poter pregiudicare in modo irreversibile la qualità della risorsa, con drammatiche ripercussioni sulle condizioni di vita delle generazioni future”

Serenella Bettin