Il progetto “carni friulane” chiude un anno di trasformazioni per la lega coop del Fvg

Il Presidente Enzo Gasparutti traccia il bilancio annuale ma l'attenzione è rivolta ad una maggiore aggregazione nel 2017

“Aggregazione come momento qualificante”. Questo è il leitmotiv che ha caratterizzato il percorso di Legacoop FVG nel 2016 e che proseguirà anche nel 2017.

A sostenerlo è stato il presidente della Centrale cooperativa del Friuli Venezia Giulia, Enzo Gasparutti in occasione della conferenza stampa di fine anno cui ha partecipato anche il direttore Alessio Di Dio, che ha sottolineato come l’aggregazione sia funzionale affinché il mondo cooperativo, e non solo, risponda con più efficacia alle sollecitazioni del sistema economico e sociale.
“Siamo convinti che intraprendere percorsi di unificazione sia necessario e consenta di rispondere più adeguatamente ai cambiamenti intervenuti nell’economia e nella società – ha indicato Gasparutti – per questo auspichiamo che si arrivi anche all’istituzione di un’unica Camera di Commercio, Industria e Artigianato (Cciaa) del Friuli Venezia Giulia operativa sul territorio”.
“Noi, infatti, – ha proseguito – stiamo portando a conclusione, anche qui in regione, l’Alleanza delle Cooperative Italiane. Con l’inizio del prossimo anno prenderà avvio il coordinamento, denominato Alleanza delle Cooperative Italiane del Friuli Venezia Giulia, fra le tre centrali cooperative della regione – Acgi, Confcooperative e Legacoop Fvg. Rappresenta un passo avanti importantissimo per dare più forza al sistema cooperativo a livello locale, nazionale e internazionale; la nostra organizzazione lavorerà costantemente per rafforzare il dialogo con le altre due Centrali cooperative per condividere progetti e interventi per lo sviluppo del territorio sostenendo un cammino comune, quello dell’alleanza fra le tre centrali, che sta diventando realtà e che nascerà per dare maggiore incisività alla rappresentanza della cooperazione”.
Accanto a questo percorso di aggregazione, Legacoop FVG, al suo interno, sta concretizzando anche un altro tipo di unificazione che si palesa con la costruzione di un’area lavoro, nata dall’unione delle cooperative dei servizi e di produzione lavoro (delle costruzioni e delle manutenzioni in particolare) “per mettere assieme progettualità ed affrontare con più forza le sfide del mercato sempre più caratterizzato da processi di globalizzazione, innovazione e internazionalizzazione, rapidi cambiamenti tecnologici e crisi dei sistemi finanziari”.
” In questo senso – ha aggiunto – siamo pronti per portare il nostro contributo allo sviluppo della regione rispetto a tematiche importanti: dalla terza corsia al sistema portuale integrato, alla sanità”.
Per quanto riguarda l’andamento dei settori Gasparutti ha tracciato una sintesi, a cominciare dalle cooperative di produzione lavoro. “Negli ultimi anni si è registrato un calo di fatturato, in particolare per le cooperative che operano nel settore delle costruzioni, con il ricorso per la prima volta alla cassa integrazione. Sta emergendo, tuttavia, – ha precisato – una capacità di ristrutturarsi per affrontare le nuove esigenze del mercato, che ha nuove regole e nuove prospettive, quali ad esempio la necessità di concentrarsi sulla riqualificazione dei centri storici; le nostre cooperative sono pronte a cogliere queste opportunità e sono impegnate, in questa fase, ad essere protagoniste”.
Pur con grandi difficoltà, il settore tiene per fatturato e occupazione, grazie al contributo dato dalle cooperative di progettazione, impiantistica e metalmeccaniche oltre che con il ricorso agli ammortizzatori sociali, anche se è costretto a erodere un po’ di patrimonio accumulato negli anni.


Sono andate mediamente meglio le cooperative del comparto Servizi che hanno fatto registrare mediamente un aumento del valore della produzione. Diverse cooperative locali hanno ulteriormente consolidato la propria presenza a livello nazionale.
La cooperazione sociale è riuscita anche quest’anno , come accade da quasi un decennio, a reagire ai pesanti tagli alla spesa sociale ed al welfare pubblico, attraverso la capacità di proporre nuovi servizi ed attività. Il risultato è stato un ulteriore consolidamento dell’occupazione, anche di persone svantaggiate, sostanzialmente realizzato attraverso la mutualità aziendale, a costo di azzerare i margini economici. La realtà più innovativa del settore è stata la promozione della cooperazione nel settore sanitario, con l’apertura di due poliambulatori a Pradamano e a Trieste e la parallela promozione della cooperazione tra medici di medicina generale e delle società di mutuo soccorso.
Stabile, ma con prospettive di crescita, invece, il settore Agricolo ed Agroalimentare “le cui azioni intraprese sulle dimensioni delle imprese, sulla sicurezza alimentare e sulla comunicazione per la valorizzazione del prodotto hanno consolidato il comparto” ha indicato Gasparutti. Da evidenziare che Legacoop FVG ha coordinato il progetto che ha visto la costituzione della Carni Friulane società cooperativa agricola che associa imprese attive nell’ambito della filiera interprofessionale del suino, certificata Ogm free, per una produzione “sostenibile” capace di garantire un ciclo produttivo controllato.
Il settore del Consumo regionale ha registrato un calo delle vendite in linea con il dato nazionale, conseguenza di una crisi dei consumi che ancora non accenna a diminuire. In tal senso il proliferare di nuovi supermarket della Grande distribuzione organizzata in FVG ha contribuito sull’andamento negativo delle vendite, questo nonostante la chiusura di alcuni punti di vendita ex-Coopca.


Il presidente di Legacoop FVG ha rimarcato l’impegno straordinario del Comitato nell’organizzazione e nei rapporti con i soci prestatori di Coopca, finalizzati all’erogazione della solidarietà che, come ha ricordato, è stato esplicato in modo gratuito.
Ma il contributo della cooperazione di consumo non è circoscritto al solo atto di solidarietà: “L’intervento su Trieste, con Coop Operaie e su CoopCa, ha significato, in parte, anche dare continuità all’attività dei negozi, e mantenere i livelli occupazionali” ha precisato Gasparutti.

Lucio Leonardelli