Promosso dai turisti stranieri il progetto della Regione Veneto

Turismo sociale e inclusivo nel litorale adriatico

Dalla formazione degli albergatori all’assistenza in spiaggia per disabili, dalle uscite in barca a vela ai mezzi di trasporti e parchi giochi adattati ai disabili: questi alcuni degli elementi di soddisfazione emersi nell’indagine che ha caratterizzato il progetto “Turismo sociale” attuato quest’estate sul litorale balneare veneto per iniziativa della Regione Veneto.

Nove comuni coinvolti con altrettanti tratti di spiaggia appositamente individuati, un team di lavoro composto da Regione e tre Aziende sanitarie di cui la Ulss4 capofila, la collaborazione con i comuni del litorale e con i gestori di spiagge.

Oltre 627 mila euro investiti per rendere il litorale veneto inclusivo più lungo d’Italia con risultati che confermano l’ottima intuizione nonché il grande lavoro svolto, dato che il 90% dei turisti stranieri si sono dichiarati particolarmente d’accordo con i servizi offerti nelle spiagge inclusive e il 100% dei turisti auspica che il progetto venga ampliato ad altre spiagge.

Questi i risultati rilevati nella rendicontazione del progetto “Turismo sociale ed inclusivo nelle spiagge venete”, diffusa nella meravigliosa cornice naturalistica del Faro di Bibione, alla presenza dell’assessore regionale al Turismo Federico Caner, dei sindaci delle località balneari venete, dei vertici delle aziende sanitarie Ulss3 “Serenissima”, Ulss4 “Veneto Orientale” e Ulss5 “Polesana”.

“Adeguare, rinnovare e differenziare l’offerta di viaggi e vacanze nel Veneto è uno degli obiettivi strategici della Regione – ha spiegato l’assessore Caner – . Molto si sta facendo per dare forma e sostanza a quelli che vengono definiti “nuovi turismi” e che sono di fatto l’articolazione e la focalizzazione di esperienze e modelli di vacanza conosciuti, ma che ora assumono una loro precisa connotazione”.

“Questo progetto di turismo sociale – ha continuato – ha impegnato l’ente pubblico e il mondo produttivo uniti in una costante sfida per adeguare le strutture ricettive e il territorio, al fine di favorire un “incoming” rispettoso della sostenibilità ambientale e della accessibilità per tutti. E’ dunque un motivo d’orgoglio constatare che alle performance positive delle nostre spiagge questa estate si sia abbinata un’azione di accoglienza inclusiva che accresce la qualità del sistema ricettivo e testimonia la sensibilità e la civiltà di un territorio, della sua comunità e dei suoi operatori”.

Nell’analisi dello stato di fatto, confermate le attività comuni pianificate ed erogate in tutte le 9 spiagge target del progetto: la formazione del personale (operatori di spiaggia, ristoratori, albergatori, gestori di chioschi) per l’accoglienza delle persone con diverse disabilità, la videochiamata in lingua dei segni (LIS), l’attivazione di servizi d’accompagnamento e di assistenza, l’attivazione di servizi di consulenza sull’accessibilità, le tecnologie a supporto dell’assistenza, la promozione all’estero e in fiere del turismo.

Ciascun aderente durante l’estate ha inoltre attivato iniziative e attività di vario genere che hanno spaziato dalle uscite in barca a vela e in canoa ad aree giochi adattate per disabili, dai pedalò adattati ai pulmini per il trasporto in spiaggia dei disabili, l’attivazione di un info point, l’avvio del progetto ancorché sperimentale “Apollo4” per il trasporto di un defibrillatore con drone, e molto altro.

“ll passaggio che siamo chiamati a compiere in questa fase storica – ha dichiarato il direttore generale dell’Ulss4, Carlo Bramezza – è quello di progredire da un orientamento verso l’accessibilità alle spiagge, centrato principalmente sull’abbattimento delle barriere architettoniche, a un orientamento verso l’accoglienza delle persone legato alla dimensione relazionale (accesso all’informazione, ai servizi di aiuto personale), che rende le nostre spiagge più ospitali sicure e piacevoli

In questo progetto le aziende socio-sanitarie hanno portato il loro know how derivante da importanti e consolidate esperienze di assistenza sanitaria ai turisti, come ad esempio “Vacanze in salute” dell’Ulss4, nonché da esperienze e progetti realizzati nel campo della disabilità. Il turismo accessibile e accogliente rappresenta un importante obiettivo di civiltà e rappresenta una indubbia attrattiva per il turismo della nostra regione nel mondo”.

A confermare l’efficacia del progetto “Turismo sociale e inclusivo nelle spiagge venete” è un’indagine effettuata dal 10 luglio al 25 agosto su un campione di 1.073 turisti, italiani e stranieri, frequentanti le 9 spiagge su cui è stato svolto il progetto.

Oltre un 1 turista su 5, recatosi per la prima volta in una delle località di progetto, ha infatti indicato i servizi che favoriscono l’accessibilità come motivo principale nella scelta della località di vacanza. Pur nella sua natura sperimentale, il progetto ha raggiunto in poco tempo una buona visibilità: oltre la metà degli intervistati ha dichiarato di conoscerlo e altrettanti hanno riferito di aver visto il logo del progetto su gadget e magliette degli operatori, su totem e volantini, internet e social network.

Molto positivi anche i dati sulla fruizione dei servizi, dato che 7 turisti su 10 hanno dichiarato di averli utilizzati, a ulteriore conferma di come l’accessibilità rappresenti un rilevante fattore di attrazione delle spiagge.

Tra gli utilizzatori delle spiagge inclusive, 1 persona su 3 abbia fatto ricorso all’intervento del personale socio-sanitario per l’accoglienza, movimentazione e accompagnamento della persona con problemi di disabilità/autonomia. Nel complesso il grado di soddisfazione è stato elevato dato che 7 turisti su 10 risultano particolarmente soddisfatti per buona parte dei servizi considerati.

Anche in ragione di questi aspetti, l’esperienza di vacanza è risultata molto positiva: 8 turisti su 10 si sono dichiarati, infatti, particolarmente soddisfatti, con punte che sfiorano il 90% nei turisti stranieri. Importante la propensione al passaparola manifestata dai rispondenti, e soprattutto favorevoli, quasi il 100%, a ripetere ed estendere il progetto anche ad altre spiagge.

Dentro questo quadro particolarmente positivo, non sono mancate infine le segnalazioni sui possibili margini di miglioramento dell’offerta, come la necessità di promuovere interventi per migliorare l’accessibilità delle strutture ricettive e ristorative, dei mezzi di trasporto e dei percorsi pedonali e ciclabili.

Le spiagge che hanno preso parte al progetto sono state: Bibione: Settore Regolo; Caorle: Levante 5; Eraclea Mare: Mete Beach; Jesolo: Nemo Beach; Cavallino Tre Porti: Villaggio San Paolo; Lido di Venezia: Spiagge Lido, Lungomare d’Annunzio, San Nicolò, Blue Moon; Sottomarina: Bagno Vianello; Rosolina Mare: COB (Consorzio Operatori Balneari); Porto Tolle: Bagno Celeste e Bagno Scalo Paolo.

Lucio Leonardelli