Pronti a trattare con il governo

Zaia con Antonini e Bertolissi parla alla Commissione del federalismo fiscale: vogliamo i 9 decimi delle tasse

«Il Veneto ha aperto la strada alla applicazione degli articoli della Costituzione, ora le Regioni potranno seguire le nostre orme. Con il referendum si apre una nuova stagione della devoluzione in Italia. Vogliamo assumerci le responsabilità che derivano dall’autonomia». Questo il messaggio lanciato da Luca Zaia dai banchi della Commissione sul federalismo fiscale (presieduta dall’onorevole Giancarlo Giorgetti, Lega Nord), che ha ascoltato i protagonisti dei referendum: ieri la delegazione veneta, oggi quella lombarda con Maroni, domani l’Emilia Romagna con Bonaccini.

Secondo Zaia, ora inizia la vera partita dell’autonomia: «Lo dobbiamo a 2 milioni e 400mila veneti» ha dichiarato, prima di ribadire come il referendum lombardo-veneto nulla c’entri con la questione catalana. Il governatore si presenterà al tavolo delle trattative «senza cercare la rissa ma con motivazioni serie», seguendo alla lettera la legge regionale che autorizzava il referendum: e cioè, discutere solo dopo l’approvazione di un provvedimento con l’elenco delle materie su cui si richiede l’autonomia. Ecco allora i 61 articoli del ddl 43 presentato in Consiglio regionale all’indomani del 22 ottobre, in cui si parla delle 20 più 3 materie di competenza esclusiva e concorrente previste dall’articolo 116 della Costituzione. L’altro cavallo di battaglia sono le tasse. A sollevare la domanda è stato lo stesso presidente Giancarlo Giorgetti, che ha posto la questione per conto dell’Avvocato dello Stato.

«Perché il Veneto chiede i 9/10 del gettito Irpef/Iva/Ires come corrispettivo per esercitare le 23 materie richieste ai sensi dell’articolo 116 della Costituzione, anziché quantificare prima i costi necessari per esercitare le 23 competenze e poi chiedere le risorse corrispondenti?»Zaia ha risposto: «Io dico in maniera prudenziale e precauzionale i 9/10, poi discutiamo. Questo è il nostro punto di partenza da lì poi si discuterà di quante risorse servano in concreto per coprire tutte le 23 materie dell’articolo 116».Accanto a Zaia, hanno partecipato due docenti del pool di esperti che dovrà negoziare con il Governo. Luca Antonini, ordinario di diritto costituzionale a Padova, ha ribadito l’importanza del referendum per riaprire il dibattito sul regionalismo differenziato: «Puntiamo ad attuare la Costituzione per modernizzare la Regione e l’Italia».

Anche Mario Bertolissi, ordinario di Diritto costituzionale sempre a Padova, ha rivendicato la proposta di trattenere in Veneto i nove decimi del gettito fiscale affermando che «dalla nostra regione si possono trovare le energie per cambiare il paese». Dai banchi dei componenti la Commissione si è levata qualche domanda al governatore Zaia, insieme a un generale plauso all’atteggiamento istituzionale tenuto dal Veneto nella fase referendaria. Qualche perplessità sul tema del gettito fiscale è arrivata dagli onorevoli Daniele Marantelli (Pd), Federico Fornaro (Mdp) e Simonetta Rubinato (Pd), accompagnata però da una precisazione: «Si può non condividere tutto a livello politico» ha ribadito Fornaro «ma il vostro è comunque un approccio serio e rispettoso della Costituzione e come tale va valutato»

A.C.M.