Proseguono i lavori per la terza corsia sulla A4 mentre si affrontano le scadenze relative al futuro della concessione

La situazione relativa ai lavori per la terza corsia è stata al centro del Consiglio di Amministrazione di Autovie Venete riunitosi in settimana a Trieste durante il quale il Presidente e Ad Maurizio Castagna ha sottolineato che “l’incremento dei transiti che da due anni a questa parte non conosce sosta sta mettendo ulteriormente in rilievo la necessità di adeguare l’asse autostradale, dotandolo appunto della terza corsia.”

Si è poi soffermato, in particolare, sui lavori del terzo lotto tra Gonars e Alvisopoli, “un intervento avviato da un anno e mezzo con cantieri che lavorano senza soluzione di continuità proprio per cercare di concludere l’opera il più presto possibile, eliminando code e congestioni.”

“I disagi – ha affermato Castagna – sono contenibili ma non evitabili, purtroppo, e quindi dobbiamo fare l’impossibile per concludere l’opera quanto prima”.

Sono i mezzi pesanti quelli da cui dipende la congestione della circolazione, soprattutto in determinati giorni della settimana, come il martedì, quando arrivano i mezzi partiti da più lontano, che si rimettono in viaggio dopo lo stop del sabato e della domenica. Il traffico commerciale continua a crescere e nei primi cinque mesi del 2018 l’incremento è stato del 5,2%rispetto all’analogo periodo del 2017.

Il presidente Castagna ha poi riassunto le principali azioni adottate dalla Concessionaria, di concerto con l’assessorato regionale ai trasporti del Fvg e la Polizia Stradale per gestire la situazione.

“Abbiamo ridotto ulteriormente la velocità per i mezzi pesanti nei tratti di cantiere – ha ricordato – portandola a 60 chilometri all’ora; abbiamo incrementato il numero delle postazioni autovelox e potenziato la segnaletica; è stata avviata una campagna informativa per l’utenza; sono aumentati i controlli della polizia stradale e il Commissario per l’emergenza in A4 ha stanziato 200 mila euro (ai quali si andranno ad aggiungere fondi regionali) per garantire la messa a disposizione – sulla viabilità ordinaria – di personale aggiuntivo a supporto della Polizia Municipale in occasione di gravi criticità che richiedano la chiusura dell’autostrada”.

Nel frattempo, in attesa che partano i lavori relativi ai 9 chilometri del tratto veneto compreso tra Alvisopoli e Portogruaro (all’altezza dell’innesto con la A28), a Roma il Governatore del Fvg Massimiliano Fedriga, unitamente all’assessore alle infrastrutture Graziano Pizzimenti e al presidente della concessionaria Maurizio Castagna, ha incontrato il presidente dell’Aiscat Fabrizio Pallenzona per affrontare la questione riguardante il futuro della concessione dato che, secondo quanto riportato da Maurizio Bait ne Il Gazzettino, sarà proprio l’associazione dei concessionari a dover occuparsene nei confronti dello Stato e dell’Unione Europea, specificatamente la Direzione generale Mercato della Commissione Europea.

Secondo quanto è trapelato da tale incontro, cui ne è seguito uno con il Sottosegretario alle Infrastrutture Armando Siri, dovrebbe tenersi a breve un vertice di approfondimento con gli esponenti europei al fine di capire quale potrebbe essere la strada maggiormente percorribile per far sì che possa esserci l’assegnazione della futura concessione alla newco Autostrade Alto Adriatico, cui hanno dato vita le regioni Friuli Venezia Giulia e Veneto, considerato che l’obiettivo primario rimane ovviamente quello di bypassare le normative attuali secondo le quali, stante la scadenza già avvenuta ancora il 31 marzo dello scorso anno della concessione in capo ad Autovie Venete, si dovrebbe andare a gara, ipotesi alla quale non potrebbe esserci alcun riscontro nè da parte dell’attuale società nè tantomeno, ovviamente, della newco.

La soluzione più accreditata parrebbe essere quella di un “contratto orizzontale” fra Stato e Regioni Fvg e Veneto cui verrebbe affidata la concessione, che a loro volta si avvarrebbero della newco per la gestione, mentre in alternativa c’è il piano B che prevederebbe la formula di una “delega di funzioni” tra gli stessi soggetti pubblici.

Tutto dunque è ora al vaglio di Governo, Aiscat e Regione Fvg, mentre intanto, relativamente ad Autovie Venete, che dovrebbe essere successivamente messa in liquidazione, l’attesa è quella riguardante il futuro assetto del Cda che scadrà il prossimo ottobre. Secondo voci uscite dai palazzi della Regione potrebbe esserci una proroga dell’attuale Consiglio, quanto meno del Presidente Maurizio Castagna, proprio per non determinare situazioni che comporterebbero al nuovo consiglio di riprendere in mano le questioni attualmente aperte con tempistiche probabilmente lunghe rispetto invece alle esigenze di gestire con sollecitudine il passaggio tra la SpA e la newco, oltre che tutta la fase dei lavori attuali riguardanti la realizzazione della terza corsia.

Al momento, comunque, nulla di concreto è emerso, anche se, a quanto pare, ci sarebbe già chi mugugnerebbe a fronte dell’ipotesi della proroga in quanto, almeno questo sarebbe quello che si dice, “il CdA attuale è quello nominato da Debora Serracchiani per cui politicamente non riconducibile di certo all’attuale maggioranza di centrodestra”. Ma questo, al momento, è un capitolo che non sarebbe ancora stato realmente affrontato, anche perchè il punto di domanda vero rimane naturalmente quello del futuro della concessione ed evitare la gara, in quanto se ciò non dovesse avvenire lo scenario che si aprirebbe sarebbe decisamente del tutto deleterio e che nessuno, soprattutto in Fvg, vuol tenere in alcun modo in considerazione.ù

Lucio Leonardelli