Protesta in “camicia di forza”

Artigiani in pressing: «Fisco iniquo»

Confartigianato parte all’attacco e presenta una serie di proposte al Governo sul fronte fiscale. «Fisco e burocrazia? Roba da matti», questo lo slogan scelto per il dossier di proposte che domani sarà consegnato ai prefetti di tutta la regione in vista della nuova legge di bilancio. Il fascicolo sarà avvolto in una camicia di forza, un modo per denunciare l’irrazionalità del sistema fiscale italiano e la condizione opprimente a cui sono sottoposte le aziende venete. «Il 2017 è stato l’anno della complicazione fiscale», ha spiegato il presidente di Confartigianato Veneto, Agostino Bonomo.

«Avvieremo un fuoco di fila di iniziative, un confronto pacifico nel rispetto della legalità». Molte le storture del sistema italiano finite sotto il mirino delle proposte di riforma di Confartigianato: si va dalla richiesta di abolire l’Imu sugli immobili dedicati alla produzione, balzello definito ingiusto e incostituzionale, per arrivare allo Spesometro, con l’obbligo di comunicazione passato da annuale a trimestrale e relativi costi tutti a carico delle aziende venete. Ma anche l’obbligo di fatturazione elettronica, su cui non ci sarebbero obiezioni, non fosse che all’innovazione tecnologica non è stata accompagnata una vera e propria semplificazione degli oneri in capo alle imprese.

A destare in particolare le ire della federazione regionale è la condotta dello stato-debitore in materia di compensazione: «Oggi essere creditori dello stato è pericoloso, eppure dovrebbe essere il debitore più virtuoso di tutti», ha argomentato il direttore di Confartigianato Imprese Veneto, Francesco Giacomin.

Per la federazione di imprenditori esisterebbe oggi un rapporto perverso che impone un meccanismo di controlli automatici nei confronti delle aziende che chiedano di scalare i propri crediti dal totale dei tributi da versare. «Si tratta di un mezzo di dissuasione, così chi è sicuro di essere nel giusto deve subire un controllo, mentre chi sa di avere qualche problema nei bilanci si limita ad aspettare i crediti dallo stato senza ricevere nessuna forma di accertamento», ha spiegato Giacomin.

Le proposte di riforma sono già state consegnate lo scorso mese ai parlamentari veneti, ora si spera in un’apertura da parte del Governo per tramite dei prefetti. Nel caso la questione non mutasse, Confartigianato Veneto chiede ai propri membri di tardare il pagamento dei tributi utilizzando il così detto ravvedimento operoso: istituto che permette agli imprenditori in difficoltà, in cambio di un lieve incremento, di onerare in ritardo i propri doveri nei confronti del fisco. «Si tratta di un mezzo di legittima difesa assolutamente legale», ha assicurato il presidente Agostino Bonomo.

A.C.M.