Pubblicità referendaria sui siti Ulss

Un banner ricorda la consultazione per l’autonomia, critiche dall’opposizione

I siti istituzionali della sanità veneta abbondano di orari e numeri utili per le emergenze, il ritiro dei referti, l’annullamento degli appuntamenti. Moltissime le informazioni utili ai pazienti e, non bastasse, ieri è comparsa anche un po’ di politica. Digitando www.aulss6.veneto.it, infatti, si apre il sito collegato alla Regione accompagnato da un banner pubblicitario del referendum per l’autonomia del Veneto convocato il prossimo 22 ottobre dal governatore Luca Zaia e spinto fortissimamente dalla Lega.

Nessun illecito, per carità: c’è una specifica delibera regionale che parla della possibilità di promozione attraverso i siti istituzionali e il banner non incoraggia il «Sì» o il «No» ma semplicemente ricorda la data della consultazione e gli orari di apertura dei seggi. La scelta comunque ha fatto storcere il naso a qualcuno. Tra questi Claudio Sinigaglia, consigliere regionale del Pd e componente della commissione sanità in Veneto: «Credo sia stata una scelta inappropriata, perché chi va su quel sito ci va per motivi di salute e per cercare informazioni che riguardano la sanità», afferma «e a questo punto mi posso aspettare che finisca su siti istituzionali di qualsiasi tipo. Non mi pare che quando c’è stato il referendum di Renzi a dicembre, pur essendo possibile, qualcuno abbia utilizzato siti istituzionali». Sinigaglia ha provato anche a sondare con un post sui social: «È corretto utilizzare i siti delle Ulss per pubblicizzare il referendum sull’autonomia? Il governo avrebbe potuto utilizzare il sito del ministero Sanità, del Welfare, dell’Agricoltura, della Difesa per pubblicizzare il referendum sulla riforma costituzionale? Zaia può», ha scritto, attirando qualche like e condivisione, ma anche qualche frecciata all’ex premier.

Ancor più critico, nonostante sia tra i sostenitori del «Sì» al referendum autonomista, il capogruppo del M5S Jacopo Berti: «È una scelta inelegante e inopportuna perché il referendum ha poco a che fare con la sanità. Purtroppo la Lega ci ha abituati a questo modus operandi, ossia all’utilizzo della cosa pubblica come se fosse privata. Non ci dimentichiamo che i direttori delle Ulss hanno partecipato alla campagna elettorale durante le ultime amministrative: la Lega li ha mandati a Padova per sostenere Bitonci perciò non mi stupisce affatto vedere un banner del referendum, tra l’altro sostenuto anche da noi, sul sito istituzionale della sanità veneta».

Giorgio Gasco