Quando da soli è meglio

Cavallino: "Autonomi e rinati"

«Con l’autonomia abbiamo iniziato un percorso virtuoso: chi sosteneva che il nostro Comune sarebbe fallito o che le motonavi non avrebbero più attraccato a Punta Sabbioni è stato completamente smentito dai fatti».
Roberta Nesto, sindaco di Cavallino-Treporti descrive con queste parole la conquista dell’autonomia del suo Comune, passato da quartiere di Venezia a ente autonomo dopo lo storico referendum separatista del 13 dicembre 1998.

 

Una data nuovamente evocata dopo il via libera alla quinta consultazione referendaria per la separazione tra Venezia e Mestre e nella quale l’esempio di Cavallino-Treporti potrebbe diventare una sorta di caso simbolo.

«Quando ci sono dei cambiamenti così radicali è normale che qualcuno rimanga arroccato nelle proprie posizioni e paventi certi timori – spiega la prima cittadina litoranea, che più volte ha incontrato i sostenitori dell’autonomia di Mestre – semmai è stato quantomeno strano vedere quelle stesse persone guidare il Comune autonomo. All’epoca avevamo appena dieci dipendenti mentre oggi il numero è salito a 72, una cifra non ancora sufficiente se paragonata agli organici degli altri comuni della costa ma che ci ha permesso di fare enormi passi in avanti».

Altri vantaggi? Rispetto a Venezia il nostro Comune non ha applicato l’addizionale Irpef e le tasse sono più basse di circa il 40%. I benefici degli accordi pubblico privati, quelli stipulati tra il Comune e i privati, rimangono nel nostro territorio: se fossimo ancora un quartiere di Venezia quei benefici sarebbero ripartiti anche in altri porzioni del territorio comunale».

A livello turistico l’autonomia è servita? «Certi meccanismi erano già avviati e per certi versi rodati anche con Venezia, ora però tutta la regia turistica, compresa ovviamente la promozione, viene decisa nel nostro territorio. In questo modo ci siamo consolidati a livello internazionale».

A rimanere ancora in discussione però è tutta la questione patrimoniale,
con i famosi 40 milioni di euro che avete chiesto a Venezia: quali sono le prospettive? «E’ paradossale che questa vicenda si trascini dal 2001. Recentemente abbiamo notificato la causa civile a Ca’ Farsetti e la prima udienza si terrà a giugno: prima o dopo troveremo un giudice che ci darà ragione».

A.V.