Quinta votazione? È ancora tutto da vedere

Il portavoce Rigon: nessuna polemica finché non si decide, poi ci batteremo per il no

Venezia – Mestre: E gli “unionisti” non esistono più? Ci sono anche loro, con un comitato popolare che ha mosso i primi passi soprattutto nei depositi degli autobus di linea di Actv, quelli che collegano ogni giorno il centro storico alla terraferma. Un comitato popolare che per ora si è tenuto lontano dalle polemiche e lavora invece per convincere veneziani e mestrini a non divorziare. Il portavoce del comitato contro la separazione è Damiano Rigon, funzionario Actv che nei giorni scorsi ha annunciato la nascita del comitato che riunisce lavoratori Actv, studenti, pensionati, liberi professionisti e commercianti di Venezia, Mestre, Marghera, Carpenedo, Favaro, Chirignago, Campalto, Zelarino e Marocco.

«Non so se davvero Zaia sta prendendo tempo o meno. Quel che mi interessa ribadire è che non è mica così certo che si andrà al quinto referendum. È tutto da vedere», spiega Rigon. «Noi finché non è certo che si andrà a votare preferiamo evitare sterili polemiche che appaiono inutili. Se invece si voterà, noi ci batteremo per il no», ribadisce. «Dal 1979 ad oggi siamo alla quarta consultazione e ogni volta hanno vinto i no. Dover arrivare ad una quinta consultazione è assurdo e si tratterebbe di una scelta che va contro la storia perché oggi la politica spinge per le aggregazioni. E ribadiamo: arrivare al voto non ci pare mica così facile, una questione da prendere alla leggera. Anzi».Secondo Rigon, la città è bene rimanga «unica e indivisibile come ha cercato di spiegare anche il patriarca Moraglia».