Raduno annuale del volontariato padovano

Uno spunto per i futuri amministratori di Padova e provincia.

Sabato 8 aprile l’annuale raduno del volontariato padovano proposto dal Centro Servizio Volontariato provinciale di Padova è stato dedicato al tema cruciale del ruolo del volontariato come agente di sviluppo del territorio.

Dopo il discorso di apertura del Presidente Emanuele Alecci, la mattinata è proseguita con l’intervento di Luciano Pasqualotto, pedagogista e docente dell’Università di Verona, che ha evidenziato come le associazioni siano generative di relazioni di fiducia e reciprocità, creando comunità. I volontari presenti hanno proseguito la mattinata con l’assemblea dei soci e con l’approvazione della prima bozza del documento politico, sul quale il CSV Padova sta lavorando da alcuni mesi assieme alle associazioni: il prossimo giugno infatti 17 comuni della provincia di Padova, tra i quali il capoluogo, Abano Terme e Vigonza, saranno chiamati al voto per eleggere gli amministratori locali. Un appuntamento che coinvolge 324.000 abitanti e un territorio che conta 2810 associazioni di volontariato attive.

In un’ottica di stimolo per l’ente pubblico, questo primo documento sarà la base per le discussioni e gli incontri con i candidati sindaco dei prossimi mesi. Lo sforzo comune è stato quello di individuare criticità e proposte, nella prospettiva di una nuova centralità che il mondo associativo vuole acquisire nelle nostre città, considerato il ruolo strategico che svolge nella tenuta socio-economica del territorio.
Un documento quindi che non vuole suggerire ‘cosa si deve fare’ né tanto meno ‘cosa non è stato fatto’ ma piuttosto offrire ai futuri sindaci delle riflessioni politiche che nascono dalla quotidiana militanza sul territorio delle associazioni. Il mondo del volontariato si pone e propone quindi al fianco delle istituzioni perché si formi una società più aperta, disponibile e matura nei confronti degli altri nonché a tutela e difesa dell’ambiente anche attraverso oculate e condivise decisioni urbanistiche.

Sara Zanferrari