Regione batte Comune di Venezia 1 a 0

Il capogruppo leghista Finco: non ci facciamo certo comandare da Brunetta. Il Pd non vota e annuncia il rischio di danno erariale. I Cinque Stelle chiedono si esprimano i cittadini
«Una promessa ai cittadini che abbiamo mantenuto» le parole finali. La Lega tira dritta in consiglio regionale: anticipa il punto all’ordine del giorno e lo approva. Con i voti della maggioranza compatta (Forza Italia compresa) passa la proposta di deliberazione amministrativa numero 45, volta a individuare la popolazione interessata al referendum di suddivisione del Comune di Venezia nei due Comuni autonomi di Venezia e di Mestre. Si tratta di un passaggio tecnico, per eliminare dal voto gli abitanti della Città metropolitana.

«Lo avevamo promesso nel programma elettorale del 2015 per le amministrative insieme al sindaco Brugnaro e l’abbiamo mantenuto», commenta il capogruppo in consiglio regionale della Lega Nord, Nicola Finco. «Se poi il sindaco di Venezia ha cambiato idea nel corso di questi anni, questo è un problema suo». Sul fatto di aver anticipato il voto di una settimana, il capogruppo leghista risponde: «Nessuna ripicca personale nei confronti del sindaco, è solo una questione politica: la settimana prossima la vogliamo dedicare alla votazione del bilancio, non volevamo portare la discussione troppo avanti». «Una cosa è certa, non ci lasciamo certo comandare da Renato Brunetta». Gian Angelo Bellati, già candidato sindaco delle civiche e della Lega, spalanca un gran sorriso: «Grande esempio di democrazia. E di bella politica. Di chi mantiene i patti firmati con i cittadini. Non tutti lo fanno, e nemmeno il sindaco Brugnaro che si era impegnato con noi a fare il referendum».

Ora la parola passa al governatore Luca Zaia, che dovrà indire il referendum cittadino. E la data sarà il 22 ottobre prossimo, in concomitanza con quello regionale («in questo modo risparmieremo un milione di euro»). «Con la decisione sulla perimetrazione dei confini dell’elezione abbiamo chiuso un percorso: solo i cittadini di Mestre e Venezia parteciperanno al voto, sono ovviamente esclusi quelli della Città metropolitana», spiega il vicepresidente della Regione, Gianluca Forcolin. «Io non mi esprimo sul voto, ma sono felice di dare la possibilità ai cittadini di Mestre e Venezia di farlo».

A preoccupare il sindaco di Venezia, secondo alcune interpretazioni giurisprudenziali, è che l’eventuale vittoria del Sì lo porterebbe al decadimento dalla carica di sindaco della città di Venezia e anche della Città metropolitana. L’opposizione di centrosinistra in consiglio regionale si è astenuta: «Non siamo contrari al referendum, ma a questo modo di procedere da parte della giunta”, spiegano i consiglieri del Pd Francesca Zottis, Bruno Pigozzo e il capogruppo Stefano Fracasso. «Non tener conto del ricorso del Comune di Venezia né dei pareri della presidenza del consiglio dei ministri e del nostro ufficio legislativo, oltre a illudere i cittadini rischia di avere ripercussioni economiche e si potrebbe configurare il danno erariale. Non comprendiamo il motivo di questa ostinazione, perché la Regione non voglia almeno attendere l’esito del ricorso. O meglio, forse si capisce dalla discussione in Consiglio, sembra che questa scelta sia più una rivendicazione della Lega per colpire Brugnaro, anziché una decisione politica consapevole».

Giorgio Gasco