Renzo Sacco si schiera con la lista “Osa” di Luigi Sposato

Trentadue saranno i candidati consiglieri che rappresenteranno la lista civica “Osa”, composta da diciotto uomini e quattordici donne, che appoggeranno il candidato Sindaco Luigi Sposato verso il “rush finale” per la conquista della poltrona di Palazzo Moroni. Molti sono nomi e volti nuovi della politica all’insegna del rinnovamento, capaci con il loro impegno e voglia di mettersi in gioco, di ridurre la distanza tra politica e i cittadini. Una lista che non è solo un elenco di nomi, ma di qualità umane, professionali e personali che sono la vera ricchezza di questo straordinario gruppo”. Nome di spicco è quello di Renzo Sacco, già presidente della Provincia di Padova per la Lega Nord a metà degli anni Novanta, tutti gli altri si propongono per la loro prima esperienza politica «È questo che, secondo noi, farà la differenza esordisce Renzo Sacco, essere persone nuove e motivate, non legate alla poltrona. Renzo Sacco sarà indiscutibilmente uno dei candidati consiglieri della Lista “Osa” capace di far fronte con autorevolezza, esperienza e determinazione, agli schieramenti di sinistra e centro-destra che stanno per scendere in campo alle prossime amministrative di Padova.

Renzo Sacco perchè ha avuto il coraggio di fare un passo indietro e scendere nuovamente in campo in una città in cui l’ambizione politica è di moda e sta diventando merce di scambio sulla pelle dei cittadini”?  “Ho conosciuto Luigi Sposato a metà gennaio, dopo aver lavorato per qualche anno in Africa con alcune imprese di costruzioni. La mia esperienza politica è terminata nel 2005, dopo una lunga militanza nella Lega Nord iniziata nel 1991 con l’ex Liga Veneta, passando poi attraverso l’esperienza come Presidente della Provincia di Padova, il periodo forse più intenso e significativo della mia carriera di amministratore. Nel 2000 mi avvicinai a Forza Italia senza alcun incarico specifico, ma nel 2005 abbandonai definitivamente il palcoscenico politico. E’ stata l’occasione per scuotersi da un certo torpore pessimistico, vivendo quel momento come un nuovo inizio, una ripresa di interesse e partecipazione. Fare politica attiva può essere di grande aiuto se, da posizioni legittimamente di parte, si alza lo sguardo oltre il contingente per offrire una prospettiva di futuro ai giovani”.

 Perché ha scelto di appoggiare Luigi Sposato? “Mi ha convinto il suo aplomb e l’approccio con la politica cercando di dialogare il più possibile con la cittadinanza e risolvere i problemi, mettendo da parte lo schieramento politico. Io sono dell’idea che Luigi Sposato non abbia bisogno di assicurarsi l’incarico di primo cittadino per arrivare alla tanto agognata pensione. Fortunatamente svolge un’attività imprenditoriale che gli permette di vivere in maniera dignitosa. Tant’è che rinuncerà allo stipendio da Sindaco qualora dovesse vincere le elezioni. Lui vuole costruire il bene della città di Padova, con il primo obiettivo della ricostruzione del senso civico. Luigi Sposato vuole correre da solo, ossia senza partiti alle spalle”.

C’è molta disaffezione nella politica, cosa bisogna fare dal suo punto di vista personale? “Padova ha bisogno di ritrovare un certo entusiasmo nella politica, basta guardarsi intorno, c’è molta disaffezione, sia a destra che a sinistra. Il malcontento, ormai, è così evidente che ogni giorno aumenta e i risultati delle elezioni precedenti lo dimostrano. Se non ci saranno a brevissimo segnali forti, accadrà qualcosa di brutto a livello sociale. Sono seriamente preoccupato. Oggi manca la “cultura” politica, mancano i luoghi della formazione e dell’aggregazione. Una volta c’erano le case del popolo e gli oratori, oggi le nostre comunità sono svuotate dei luoghi di incontro. Non ci si ascolta e non ci si incontra più. La politica si chiude dentro ai Palazzi, alimentando quella sensazione di lontananza delle istituzioni dai bisogni della gente comune. Ma occorre fare di più, occorre che chi rappresenta un’istituzione, a tutti i livelli, abbia una corretta percezione del nobile incarico che riveste. Ciò che occorre recuperare, per combattere astensionismo e disaffezione, sono due semplici valori etici e morali che dovrebbero guidare una oculata gestione del bene comune: grande sensibilità istituzionale e alto senso dello Stato. Questi mancano a molti rappresentanti delle istituzioni, che dovrebbero dare l’esempio”.

Quale sarà il suo auspicio per queste elezioni? L’obiettivo di Luigi Sposato sarà di andare al ballottaggio.  “Scendo in campo su richiesta di Luigi Sposato, con grande umiltà, ma soprattutto con grande determinazione. Dobbiamo vincere insieme questa sfida, perché il fallimento della giunta Bitonci è sotto gli occhi di tutti. Padova dovrà tornare ad essere quella di un tempo, ma soprattutto non può continuare ad avere un ruolo marginale rispetto alle altre città”. Determinazione assoluta, quindi, (anche nella costruzione del nuovo ospedale) perché “le indecisioni portano sempre a rinviare i problemi”. Luigi Sposato arriverà sicuramente al ballottaggio, ne sono certo. Io non mi candido come capolista, perché credo di non essere adeguato ormai a ricoprire un incarico che secondo me è importantissimo. Ma stiamo lavorando con una lista civica che non contiene simboli di partito. Dialoghiamo con le persone, non con i partiti. Ci dobbiamo spogliare dalle appartenenze politiche. Non parlo di destra e di sinistra, vecchi schemi, ma di un ideale di guida della città”.

Giuliana Lucca