Il rettore difende l’integrità dell’Ateneo

I due professori rischiano il posto. «Misure esemplari per chi sbaglia»

«A fare l’immagine della nostra Università sono le centinaia di professori che con competenza, impegno e comportamento impeccabile ogni giorno lavorano con risultati straordinari». Il rettore Rosario Rizzuto allontana l’ombra gettata sull’ateneo dagli scandali su presunte bustarelle e tentativi di evasione fiscale tramite prestazioni in nero che vedono coinvolti il professor Pietro Litta e la dottoressa Alessandra Andrisani. «Non è giusto né giustificato che il comportamento scorretto, se così poi sarà accertato che sia stato, di due persone infici i risultati di una università ai vertici nazionali e internazionali per qualità della ricerca e di una Scuola di medicina che forma i migliori professionisti del Paese».

Il rettore è deciso a imprimere la massima velocità al procedimento disciplinare interno che deciderà del futuro di Litta e Andrisani: «E’ stato convocato il Collegio di disciplina dell’Università che acquisirà il materiale per avviare l’istruttoria» annuncia il rettore, «abbiamo chiesto tempi rapidi di analisi e decisione, ma è necessario che le situazioni, molto diverse fra loro ma sempre gravissime per come si presentano, siano vagliate sotto tutti i punti di vista, inclusi glie eventuali profili di rilevanza penale di competenza della Procura». Velocità quindi, ma non superficialità. «Se i fatti emersi saranno confermati così come sono stati presentati, si va verso provvedimenti esemplari: la nostra università si basa su valori fondanti, tra cui giustizia, legalità ed etica, che non possono in alcun modo essere scalfiti. Agire verso chi si è reso responsabile di condotte contrarie a questi valori è un dovere per tutelare questa istituzione, a maggior ragione in quanto pubblica, e tutte le persone che ne fanno parte».

Decisa anche la composizione del Comitato dei garanti che deciderà, invece, rispetto al ruolo dei due professori in Azienda ospedaliera, ovvero la possibilità per loro di continuare nell’attività assistenziale, posto che nei giorni scorsi il direttore generale Luciano Flor ha sospeso in via cautelativa per entrambi la libera professione. A decidere del futuro in corsia di Litta e Andrisani saranno il direttore sanitario Daniele Donato e gli avvocati Fabio Pinelli e Chiara Cacciavillani. Il Comitato che doveva insediarsi ieri, è stato rinviato a oggi. La decisione che assumerà, dopo aver vagliato documenti, memorie e riscontri investigativi e normativi, sarà vincolante per l’Azienda ospedaliera. Anche il Comitato dei garanti come il Collegio di disciplina dell’Ateneo ha colto l’istanza rispetto alla velocità dei tempi di decisione.

Le accuse verso Litta e Andrisani sono scaturite dal servizio andato in onda sabato sera su Rai Uno per la trasmissione “Petrolio”: i video trasmessi lasciano intendere che Litta avrebbe chiesto a una paziente (in realtà la giornalista) 3 mila euro per saltare la lista d’attesa per un intervento di chiusura delle tube. Andrisani, invece, avrebbe proposto di eseguire una visita ginecologica in nero, 140 euro invece dei 180 con regolare fattura.

Giuliana Lucca