Riconoscimento Unesco del territorio del prosecco?

Il vero patrimonio da salvaguardare sono le future generazioni e la biodiversità

Slow Food Veneto ha a cuore la salvaguardia e la promozione delle produzioni di qualità e le realtà virtuose di un territorio meraviglioso come quello Veneto, una regione dove centinaia di produttori agricoli, si impegnano con competenza per lavorare in modo sostenibile, tutelando la biodiversità.

E’ opportuno ribadire che i frutti duraturi si ottengono se si lavora pensando al futuro. Oggi molta parte della viticultura si è progressivamente trasformata in un’attività con connotati intensivi e spesso monoculturali: una monocoltura fortemente connotata e condizionata dalla chimica di sintesi, che è protagonista in vigna e in cantina. Le regole del business agroindustriale hanno imposto un’espansione senza precedenti delle aree a vigneto in zone nuove, spesso per nulla vocate a questo tipo di coltura, trasformando alcuni ambiti una vera e propria desolante monocoltura.

In conseguenza della candidatura delle Colline del Prosecco a Patrimonio UNESCO, occorre ribadire che questo territorio deve impegnarsi a realizzare, in contropartita, sostanziali modifiche del sistema di produzione, al fine di preservare il capitale più prezioso e indisponibile: un paesaggio del quale i nostri figli potranno esserci grati. Poterlo consegnare nelle loro mani intatto, ci permette di restituire quello che le future generazioni ci hanno solamente dato in prestito. Tutelare la biodiversità locale, salvaguardare la fertilità dei suoli, preservare la qualità delle acque e degli habitat e, infine, la salute e la qualità di vita delle persone è un percorso virtuoso che non può più attendere.

Per questo, a nostro avviso, la candidatura delle Colline del Prosecco a Patrimonio UNESCO dev’essere da subito accompagnata da un protocollo serio, concreto, preciso, che tuteli la salute dei consumatori e dei produttori e preveda, in tempi rapidi, il bando di tutti i pesticidi e diserbanti, l’introduzione di tecniche colturali sostenibili e, soprattutto, il ripristino e la tutela della biodiversità. Un protocollo che contempli una pianificazione di area vasta, che limiti e disciplini l’estensione e l’intensità colturale e che regoli le modalità d’impianto, al fine di evitare lo stravolgimento degli assetti e la qualità dei terreni.

Slow Food Veneto ha aderito, assieme ad altre 17 associazioni, al coordinamento Coltiviamo Futuro, nato nella Pedemontana Trevigiana per preservare i valori precedentemente descritti e frutto della biodiversità culturale dei territori  tra il Monte Grappa, i colli Asolani, il Montello e il Piave.

E’ necessario salvaguardare il nostro futuro, il futuro di chi vive in questo territorio e coltiva prodotti buoni, puliti e giusti. 

A.V.