Il ritorno della Fiera Campionaria

La Fiera Campionaria di Padova rappresenta da moltissimi anni un importante vetrina per il commercio, l’artigianato e l’industria regionale, oltre a rappresentare un ottima opportunità di affari per molteplici aziende espositrici Nazionali ed Internazionali, ma c’è bisogno di sviluppare un piano industriale affinchè possa ritornare a ricoprire quel ruolo strategico per diventare il principale referente regionale in materia di promozione, organizzazione e gestione di eventi fieristici. Esordisce con queste parole il candidato civico Luigi Sposato, che propone nelle sue “21 azioni” un modello industriale nuovo per rilanciare “Padova Fiere” in linea con le esigenze di una società moderna e dinamica.

“Bisogna mettersi al tavolo senza fare lezioni di economia spiega Sposato. Sarebbe utile pensare a come rendere più attrattiva questa struttura, rivitalizzarla per creare nuove manifestazioni che non diventino “doppioni” di fiere già esistenti. Qualcuno pensava di riproporre la fiera dei cavalli e del vino senza ricordarsi che a Verona sono diventati già due eventi consolidati e di altissimo profilo. La Fiera campionaria di Padova deve diventare dal mio punto di vista personale un luogo di incontro per apprezzare non solo la produzione economica, l’agroalimentare, l’artigianato, l’arredo, l’antiquariato, ma anche per essere cittadini attivi che vogliono contribuire alla crescita e al cambiamento.

Che sanno misurare il valore delle arti e della cultura, conoscere quel pezzo di mondo che è anch’esso, nelle sue diverse sfaccettature e articolazioni, motore dell’economia. Se diventerò il Sindaco di Padova, realizzerò la “Fiera del Nordest”, sullo stile della famosa fiera del Levante di Bari, offrendo ai giovani espositori, la possibilità di utilizzare uno spazio gratuito e farsi conoscere a livello internazionale.

Giuliana Lucca