Rizzani – Pizzarotti si aggiudicano i 9 Km sul tratto veneto della terza corsia A4

Sarà il raggruppamento composto dalle imprese Rizzani De Eccher e Pizzarotti ad eseguire i 9 chilometri del primo minilotto del secondo lotto della terza corsia, quelli compresi da Alvisopoli fino a Portogruaro, in prossimità dell’allacciamento con la A28 Portogruaro – Conegliano. L’aggiudicazione provvisoria è avvenuta giovedì presso la sede di Autovie Venete e a breve ci sarà l’aggiudicazione definitiva da parte del Commissario per l’emergenza Debora Serracchiani.

Tutto l’iter è avvenuto, praticamente, a tempi di record se si considera che l’esame delle richieste pervenute – inizialmente i raggruppamenti erano quindici e poi sono calati di uno – è stato avviato subito dopo metà ottobre, cui ha fatto seguito la fase relativa all’analisi delle offerte con l’obiettivo da parte della struttura commissariale di arrivare alla chiusura entro il mese di novembre, obiettivo che di fatto è stato rispettato.

La tempistica era anche correlata alla scadenza prevista per fine anno della gestione commissariale e al dubbio legato alla possibile proroga della stessa da parte del governo, con il Ministro Delrio scarsamente intenzionato a concederla, anche se da fonti interne agli uffici regionali sembrerebbe invece che la presidente Serracchiani sia riuscita a farsela concedere, quanto meno per un periodo di 6 mesi, ancorchè al riguardo, al momento, non vi sia nulla di ufficiale.

Con l’aggiudicazione provvisoria del tratto veneto allo stesso raggruppamento che già sta eseguendo il terzo lotto, quello che da Gonars arriva appunto fino ad Alvisopoli (subito dopo il confine tra Friuli Venezia Giulia e Veneto), garantisce in qualche modo una “continuità” rispetto ai lavori che, secondo le previsioni, potrebbero iniziare già il prossimo anno, tenendo conto che in gara è andato già il progetto esecutivo per cui non sono previste, a quanto pare, particolari migliorie di carattere tecnico, tali quindi da ritardare l’avvio dell’opera.

Il tratto in questione è, come detto,il primo dei tre stralci in cui è stato suddiviso il secondo lotto (Alvisopoli – San Donà), con investimento previsto in questo caso di 172 milioni, comprensivo degli oneri per la sicurezza, gli espropri, lo spostamento delle interferenze, mentre l’importo a base d’asta era di 106 milioni, per il quale Rizzani e Pizzarotti hanno applicato un ribasso del 17,06%, ottenendo un punteggio complessivo, unitamente alle altre voci di gara, di 80,12 punti, seguite da Condotte con 73,67 e quindi da Cmb e Polese con 68,47.

Come precedentemente annunciato dal presidente di Autovie Venete Maurizio Castagna, la fine dei lavori di tale tratto dovrebbe avvenire “ragionevolmente” entro il 2021, in coincidenza, si auspica, con il via dei lavori degli qaltri due stralci mancanti, quello tra Portogruaro e San Stino e quello tra San Stino e San donà di Piave/Noventa. Castagna pochi giorni fa, a dire il vero, ha espresso ottimismo rispetto ai tempi in merito a quest’ultima parte dei lavori affermando che che “sicuramente andrà in continuità con il cantiere del terzo lotto in maniera tale che i lavori possano iniziare a partire dal 2020, appena completate le opere tra Portogruaro e Palmanova”.

I dubbi, comunque, ci sono, se non altro perchè le relative parte progettuali devono ancora essere definite però lo stesso presidente della concessionaria ha annunciato che “in queste settimane sarà affidato un appalto esterno per la progettazione completa della parte mancante così da assegnare i lavori di congiunzione tra Portogruro e San Donà di Piave nel 2019”.

Nel frattempo la presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, accompagnata dal vicepresidente Sergio Bolzonello e dallo stesso presidente di Autovie Venete, Maurizio Castagna, ha effettuato martedì scorso a Ronchis di Latisana un sopralluogo al cantiere per la realizzazione del nuovo ponte sul Tagliamento nell’ambito dei lavori per il terzo lotto, “lavori – ha constatato Serracchiani – che proseguono celermente in quanto il cantiere è estremamente operativo e quindi, di questo passo, è probabile che possano concludersi prima del termine previsto, ovvero già entro il 2019”.

I vertici dell’esecutivo regionale, peraltro, hanno potuto seguire in diretta una delle fasi più delicate e spettacolari, dal punto di vista ingegneristico, della realizzazione del ponte, ovvero la posa di uno dei conci in calcestruzzo che sorreggeranno la carreggiata per una lunghezza di circa un chilometro e mezzo.
Complessivamente saranno necessari 1114 conci per realizzare i due tratti del ponte, a partire da quello in corso d’opera che sostiene la carreggiata a nord in direzione Venezia. La posa avviene con un carro varo che si muove in senso longitudinale lungo la direttrice viaria, visibile dall’autostrada, che consente di realizzare circa due campate al mese, ciascuna di una lunghezza compresa tra 70 e 80 metri.

Il vecchio ponte verrà abbattuto al termine della realizzazione di quello nuovo, senza interferenze sul traffico. A breve, inoltre, si provvederà ad altre due demolizioni: per sabato 2 dicembre è in programma l’abbattimento del primo cavalcavia a nord di Palmanova, con la chiusura notturna dell’intero nodo autostradale, e successivamente, il 16 dicembre, stessa sorte subirà un ulteriore cavalcavia con il contestuale varo del primo ponte del terzo lotto.

Il sopralluogo è stata l’occasione per la presidente del Fvg di fare anche il punto sulla costituzione della NewCo che subentrerà all’attuale Spa nella gestione dell’autostrada (con una concessione che, salvo soprese, sarà trentennale, ovvero dal 20018 al 2048) e sul possibile ingresso di Anas. “Confidiamo che entro l’anno la nuova società sarà definita”, ha annunciato Serracchiani, ribadendo che finora la Regione ha lavorato in sintonia con il ministero dell’Economia e delle Finanze e con la Regione Veneto.

Quanto all’ingresso di Anas “auspichiamo che ci sia ma, in ogni caso, la NewCo si farà con o senza Anas”, ha confermato la presidente, secondo la quale “con Anas ci potremmo spingere oltre i confini della nostra concessione, mantenendo la governance in Friuli Venezia Giulia, diversamente andremo avanti con la forma già conosciuta”.

Un nodo, quello dell’Anas, comunque non da poco e che resta da sciogliere, anche in relazione all’apporto economico che avrebbe dovuto esserci con il suo ingresso nella società e che, doverosamente, ricadrebbe interamente sulle due regioni, in misura ovviamente maggiore sul Fvg che oggi detiene il controllo di Autovie Venete per circa il 73% attraverso la sua finanziaria regionale Friulia, la quale, attraverso il suo presidente Piero Del Fabbro, ha intanto confermato la decisione di cedere alla regione l’intera partecipazione azionaria, dopodichè rimarranno da liquidare i soci privati dell’attuale SpA, contemporaneamente al varo della Newco che dovrà essere, come previsto, totalmente pubblica.

Lucio Leonardelli