Rosanna Conte interroga il sindaco di Caorle

La richiesta che il comune di Caorle torni a far parte dell’associazione Avviso Pubblico, la rete degli enti locali contro le mafie, e quella di conoscere a che punto stanno le indagini avviate dalla Procura Antimafia di Trieste nel 2014 riguardanti la precedente amministrazione, guidata dall’attuale sindaco della località balneare Luciano Striuli, sono alla base di una interrogazione presentata nel consiglio comunale di martedì scorso dal’esponente della Lega Nord Rosanna Conte unitamente agli altri due componenti del gruppo consiliare “Lista Civica Miollo Sindaco” Carlo Miollo e Luca Antelmo.

E la data scelta, quella del 23 maggio, non è stata casuale coincidendo infatti con il 25° anniversario della strage di Capaci in cui, per mano della mafia, persero la vita il giudice Giovanni Falcone con la moglie e tre agenti di scorta. “Ritengo – ha sottolineato la consigliera Conte nell’illustrare l’interrogazione – che il loro sacrificio, quali rappresentanti dello Stato, della legalità, dell’opposizione al delirio di onnipotenza delle mafie, debba essere un esempio quanto mai vivo e presente nella memoria e nell’impegno quotidiano che ciascuno di noi dovrebbe condividere, al fine di prevenire e contrastare ogni infiltrazione mafiosa nel tessuto sano della società.

Ecco perché – ha spiegato – anche essere per Caorle nuovamente tra i comuni aderenti ad Avviso Pubblico credo rappresenti un segnale importante e significativo per un comune come Caorle che, purtroppo, in questi anni recenti è balzato agli onori della cronaca proprio per vicende che lo hanno indicato come una realtà dove vi sarebbero infiltrazioni di carattere mafioso, tanto da aver sollevato anche interventi in sede parlamentare. “

Nell’interrogazione si ricorda che Caorle venne sospeso da Avviso Pubblico, l’associazione degli enti locali contro le mafie e l’illegalità, a seguito di alcuni fatti che nel 2013 riguardarono l’amministrazione di allora in relazione a presunte “infiltrazioni criminali e mafiose” nell’economia e nel businesse edilizio di Caorle.
La vicenda ebbe inizio la sera del 23 dicembre 2013 allorchè il consigliere di minoranza Alessandro Borin ebbe modo di denunciare che “era stato cancellato dal programma di giunta concordato, la revisione, ove giuridicamente possibile, dell’intervento urbanistico delle cosiddette “Terme” in zona C2/39».

Questo perchè il sindaco, Luciano Striuli, si disse, sembrava avesse ricevuto, pochi giorni prima, delle minacce, anche di morte, per lui, la famiglia e alcuni consiglieri comunali, che però lo stesso sindaco ebbe poi modo di smentire. Fatto sta che il passaggio incriminato riguardante il progetto urbanistico delle Terme scomparve dal programma della giunta comunale. Due consiglieri comunali, Marco Favaro e Alessandro Borin, che avrebbero dovuto entrare nella maggioranza, scelsero di rimanere all’opposizione e denunciarono le intimidazioni alle forze dell’ordine sostenendo che, malgrado le smentite del sindaco, avrebbero avuto anche un sms a comprovare i fatti denunciati.

Una vicenda, quindi, contorta e particolarmente fumosa, sulla quale poi si attivò la Procura Antimafia di Trieste che aprì un fascicolo su tali fatti denunciati dal Sindaco, cui pare venne imputata la falsa testimonianza, ma di tutto questo non si è saputo alcunchè.

“ Per quanto è a nostra conoscenza – ha evidenziato l’esponente della Lega Nord – da allora ad oggi non si hanno avuto ulteriori riscontri, almeno ufficialmente, ancorchè riguardassero, com’era emerso, delle decisioni di carattere amministrative determinate, come pareva, da presunte minacce ricevute dal Sindaco Striuli il quale però poi ebbe modo di smentirne l’esistenza.

Questa interrogazione ha dunque come obiettivo – ha precisato Rosanna Conte – anche quello di poter sapere, e far anche sapere alla cittadinanza, come stanno le cose e qual’è l’attuale situazione, oltre che, nello stesso tempo, sapere dall’attuale amministrazione se, ed eventualmente quali, esistono degli elementi ostativi affinchè Caorle torni ad essere tra i soci di Avviso Pubblico.

Questo non solo per un fatto puramente simbolico ma proprio per dare un segnale che Caorle merita attenzione per le sue bellezze e la sua offerta turistica, cresca con una vera cultura della legalità, e non certo per essere un comune con infiltrazioni mafiose che non sono certamente proprie della nostra comunità”.

Lucio Leonardelli