Ruspa e sgomberi dei bivacchi

Si parla di ruspa e subito viene in mente lo slogan politico di Matteo Salvini da sempre favorevole alla chiusura dei campi rom.
Ma oggi non stiamo parlando proprio di questo, anche se, in un certo senso, l’argomento potrebbe somigliare.
Il Servizio Sicurezza urbana della Polizia locale di Venezia, si sta dando da fare per gli sgomberi di aree ubicate a Mestre nel progetto antidegrado e sicurezza cittadina per la rigenerazione urbana denonimato “Oculus”.
Tre sono gli interventi portati a termine, uno dei quali con l’intervento di una ruspa.
La scorsa settimana gli agenti hanno eseguito l’ordinanza del Sindaco di Venezia Brugnaro che imponeva lo sgombero dell’area comunale adiacente al ponte di collegamento di viale Vespucci con via Pertini nel quale da qualche tempo si era installato un piccolo bivacco nel quale “alloggiavano” almeno tre persone. Coperte, materassi ed altri beni di prima necessità sono stati rimossi e portati via dal personale di Veritas e nel giro di un paio d’ore tutta la zona era ripulita.
Il secondo luogo da bonificare sono stati i locali spogliatoi degli impianti sportivi di via Boerio dove un tempo aveva sede l’ex società sportiva Real San Marco.
L’intervento è stato autorizzato dalla società proprietaria degli immobili che recentemente ha incaricato una ditta esterna per rimettere in sesto i locali occupati abusivamente.
Durante l’intervento della Locale, è stato poi trovato, all’interno degli spogliatoi, un individuo di nazionalità rumena, in quell’occasione differito all’autorità giudiziaria per invasione di terreni o edifici.
L’ultimo intervento, risalente a due giorni fa, è scaturito sempre dall’ordinanza del Sindaco, e riferita a quattro baracche abusive nelle quali vivevano almeno dieci persone site lungo via Fratelli Bandiera a Marghera.
Viste le difficoltà, per le demolizioni sono stati impiegati i mezzi a disposizione della Società Sonora srl, proprietaria dell’area, e tra questi è stata impiegata anche una ruspa.
Le baracche erano abitate da mendicanti che bazzicavano regolarmente il centro storico.

Matteo Venturini