Sanità veneta declassata

La sanità del Veneto esce dalla “top 5” che le consentiva di dettare i costi standard e la speda dei Lea, i livelli assistenziali di assistenza. Il ministero della Salute dopo aver valutato i risultati 2014 ha confinato il Veneto al sesto posto e a Venezia infuria la polemica. Luca Zaia ha scritto una lettera contestando la classifica e spera di tornare sul podio.A mettere sotto accusa tutta la gestione è Piero Ruzzante, di Mpd, che ieri ha organizzato una conferenza stampa sui problemi legati alla carenza di spesa per la salute mentale. Al suo fianco le associazioni e i medici della Cimo con Giovanni Leoni e la Cgil con Tiberio Monari, poi Attilio Baldan della associazione Lo specchio , Michela Pompeo di Psiche 2000 e Tali Mattioli Corona di Aitsam.

«La giunta regionale risponda all’allarme lanciato dalle associazioni: la salute mentale non può essere azzerata dalla riorganizzazione della sanità con le nuove linee guida. Una situazione che sicuramente pesa sul declassamento del Veneto da parte del ministero, tema sul quale mi aspetto venga convocato al più presto un consiglio regionale straordinario», dice Piero Ruzzante. «La giunta deve incontrare le associazioni e i sindacati per trovare una soluzione condivisa, che tuteli la salute pubblica. Perché proprio di questo si tratta: con la riorganizzazione prevista dalle Linee guida si lede il diritto a ricevere cure adeguate. Questo perché a fronte di una crescita continua della domanda di intervento per problemi di salute mentale, sia da parte degli adulti che dei minori (55.000 in Veneto), la Giunta Zaia risponde con un taglio dei servizi. Una scure che si abbatte sul Veneto, regione già fanalino di coda rispetto al resto d’Italia con investimenti in salute mentale pari al 2,91% dell’intera spesa (l’impegno preso dalle Regioni era del 5%). In Veneto si investe in salute mentale molto meno che nel resto del Paese: lo dice il Quaderno di Epidemiologia Psichiatrica 2017 del SIEP. Le prestazioni offerte ai cittadini sono peggiori di quelle dell’Emilia-Romagna ma anche di alcune regioni del Sud, come ad esempio la Calabria».

E sulla “bocciatura”, interviene Alessandra Moretti (Pd): «La favola della sanità veneta esiste solo nei racconti di Zaia e della sua maggioranza, per tante famiglie è in realtà un vero e proprio incubo. E il declassamento nella classifica del Ministero, con una discesa al sesto posto, ne è la dimostrazione. Stiamo assistendo ad un graduale e continuo peggioramento nella qualità dei servizi offerti ai cittadini della nostra regione, che come Pd stiamo denunciando da anni».

 

Dott. Lucio Zanetti