Sbloccati 38 milioni per la sicurezza del Tagliamento

Soddisfatta la presidente Serracchiani ma Moretton non ci sta !

“Un momento storico che segna lo sblocco di oltre 38 milioni di euro per gli interventi di messa in sicurezza sul basso corso del fiume Tagliamento. Opere attese da decenni e fondi messi a disposizione che non erano mai stati utilizzati. Un risultato importante per l’impatto ambientale e per la sicurezza dei cittadini del Friuli Venezia Giulia e di Latisana in particolare”.

Così ha comentato la presidente del Fvg, Debora Serracchiani, illustrandola assieme all’assessore all’Ambiente Sara Vito e al sindaco di Latisana Daniele Galizio, la conclusione dell’iter amministrativo che consente l’avvio della progettazione e, conseguentemente, dei lavori nel tratto meridionale del Tagliamento, mandando “in pensione”, per ora, le casse di espanzione.

In dettaglio, come precisato dall’assessore Vito, sono previsti tre interventi nel territorio regionale (38.217.913,80 euro) e uno in quello veneto (14.400.000,00 euro), nel comune di San Michele al Tagliamento. La parte che interessa il Friuli Venezia Giulia comprende: l’innalzamento del ponte stradale dell’Anas a Latisana (pericolo per un potenziale effetto diga), le diaframmature delle arginature (consolidamento delle strutture esistenti con dei blocchi cemento) a difesa della frazione di Gorgo di Latisana in caso di piena e infine, verso Lignano, il rialzo e la diaframmatura per garantire la tenuta degli argini.

La presidente Serracchiani ha pure ricostruito il percorso dell’investimento, che nasce diversi decenni fa “e che – ha sottolineato – ha visto di fatto immobilizzate per lungo tempo le risorse, tanto da diventare un caso messo in evidenza dalla stampa nazionale: dall’accordo quadro di programma del 2003 fino alla recente scelta, attuata dall’amministrazione regionale in carica, di conferire all’Autorità di bacino lo studio, grazie al quale è emersa la priorità – finalizzata alla sicurezza degli abitanti – dell’intervento sul basso corso del fiume, modificando quindi il piano precedente”.

Sul fronte della tempistica la presidente, anche in qualità di commissario per il dissesto idrogeologico, ha comunicato che non appena arriverà il parere della Soprintendenza partiranno i cantieri per una serie di lavori già programmati di sicurezza idraulica a Latisana, mentre per quel che riguarda i 38 milioni appena sbloccati verrà avviata a breve la fase di progettazione.

Non appena arriverà il parere della Soprintendenza partirà una serie di lavori già programmata per opere di messa in sicurezza idraulica a Latisana, mentre per quanto riguarda i 38 milioni appena sbloccati verrà avviata a breve la fase di progettazione che almeno per un po’ manda in archivio le casse di espansione.
Opere, a dire il vero, contro le quali si sono battuti per anni associazioni e privati cittadini, convinti dell’inutilità dei manufatti ai fini della messa in sicurezza idraulica di Latisana in caso di una piena eccezionale e altrettanto del danno ambientale che quelle tonnellate di cemento in alveo avrebbero causato.

Le casse di espansione vanno quindi in archivio dato che la messa in sicurezza del Tagliamento passerà, a questo punto, in prima battuta da una serie di interventi sul basso corso del fiume, resi possibili dallo sblocco dei 38 milioni di euro, già destinati alle invise opere di laminazione,
“L’esito positivo di questo procedimento – ha comunque affermato la presidente – dimostra che, quando ci sono volontà e competenze, la pubblica amministrazione riesce a fornire concrete risposte ai cittadini, risolvendo, come in questo caso, situazioni ferme da molti anni”.

Un “fendente” non da poco quello di Debora Serracchiani che, di fatto, ha chiamato in causa e precedenti giunte regionali e che non è andato minimamente giù a Gianfranco Moretton, già uomo forte del centrosinistra, e, soprattutto, nel 2003 vicepresidente della regione con Riccardo Illy, con le deleghe alla protezione civile e all’ambiente.

” Oggi – scrive in una nota – la Presidente della nostra Regione Fvg ci comunica di aver sbloccato ben 38 milioni di euro dello Stato, per fare opere di difesa idraulica sul fiume Tagliamento. E aggiunge che, grazie a lei, si potrà, finalmente, mettere in sicurezza le popolazioni della bassa friulana (Varmo, Latisana, etc., etc…). Soldi, dice, che sono fermi dal 2003 e che, solo ora, saranno utilizzati per gli scopi idraulici tanto necessari per la difesa del territorio.

Sentite queste dichiarazioni – aggiunge – si potrebbe pensare che la sua iniziativa sia positiva. Ma, nella realtà dei fatti, le cose non stanno affatto nei termini che la Presidente vorrebbe farci credere. Innanzitutto è bene ricordare che i soldi stanziati dallo Stato (38 milioni di euro) giacciono nel bilancio regionale dagli anni novanta quale anticipo di fondi per realizzare le casse di espansione previste dalla pianificazione dell’autorità di Bacino dell’Alto Adriatico di Venezia d’accordo con la Regione Fvg.

Com’è intuibile dagli anni novanta ad oggi sono passate parecchie giunte regionali che hanno, alcune più, altre meno, avuto varie responsabilità per non aver attuato quanto previsto, anche se – sottolinea Moretton – gli interventi che riguardano l’abitato di Latisana sono stati eseguiti diaframmando e rafforzando gli argini dalla intersezione dell’autostrada con il Tagliamento fino a sud dell’abitato di Latisana lungo l’argine friulano, già a partire dal 2005 in poi.

Inoltre sono stati asportati tutti i sedimenti nell’alveo del Tagliamento in prossimità di Latisana che di fatto riducevano la sezione di flusso. Le soluzioni ancora inattese riguardano sia le casse di espansione a nord e sia l’adeguamento del canale scolmatore a sud. Che poi, oggi, Serracchiani ci venga a dire che per merito suo si fanno le cose ci sembra quanto meno assurdo perché anche lei come Tondo sono stati quasi dieci anni a cincischiare.

Adesso ha deciso di utilizzare quei soldi per alzare gli argini del Tagliamento nella bassa friulana senza però, pensare a contenere le acque a monte o quanto meno trattenerle per alcune ore. Quindi – rimarca l’ex vicepresidente del Fvg – le popolazioni interessate saranno solo in parziale sicurezza atteso che a monte non c’è niente che garantisca di trattenere e rallentare e raccogliere l’acqua. Se questo non viene fatto, la progettazione a valle non è esaustiva perché l’ondata di piena non passa per la stretta di Latisana. E, quindi, la tracimazione sarà comunque garantita.

Con questa decisione il complesso degli interventi non esiste più. Fatto sta che a monte non si faranno più le casse di espansione, nessuna traversa di contenimento con il risultato che il livello di sicurezza della popolazioni rivierasche non si è sicuramente innalzato.”

Sull’argomento è intervenuta anche l’associazione Acqua, che da tempo si batte per la salvaguardia del Tagliamento, contro le casse di espansione, il cui presidente Renzo Bortolussi ha rilevato lo stupore dell’associazione dall’annuncio della spesa prevista di 38 milioni di euro (residui dalla prima cassa d’espansione) per mettere in sicurezza il Tagliamento.

“Per la stessa ammissione della Serrachiani – ha dichiarato – le somme giacevano da parecchi anni! E’ quindi scandaloso che Latisana e dintorni siano rimaste in pericolo per tutti questi anni malgrado ci fossero i soldi disponibili.”

Aggiungendo poi che “le recenti alluvioni, con l’esempio delle quattro casse d’espansione di Livorno, hanno dimostrato, purtroppo, che queste opere non hanno salvato la città. Qui in Friuli la nostra dura lotta ha evitato la loro realizzazione, tant’è vero che ora si chiede per il fiume la protezione Unesco! Continuiamo, tuttavia, a chiedere una profonda manutenzione dei corsi d’acqua. Che, a quanto abbiamo appreso dalla nota della Regione, poteva essere attuata anche prima”.

Lucio Leonardelli