Scuola che problema

Tra insegnanti che mancano e supplenze da affidare il problema torna sempre a galla

Un problema ciclico, che va avanti da anni e che sta mettendo in ginocchio una delle eccellenze Venete in Italia: la scuola. A dirlo sono i famosi test invalsi, dai quali risulta che la suola Veneta è tra i primi posti sia nella Penisola che a livello europeo. Ma anche quest’anno arriva il grido d’allarme per l’avvio del nuovo anno scolastico e l’assegnazione dei docenti. A fare il punto ci hanno pensato Gianfranco Refosco, segretario della Cisl Veneto e  Tina Cupani segretaria generale della Cisl scuola Veneto. «Come Cisl scuola abbiamo incontrato i parlamentari veneti  – ha esordito Refosco – per metterli al corrente delle problematiche esistenti e chiedere loro di fare lobby perché ci sentiamo penalizzati per quest’anno. È dalla riforma 2008 che la nostra regione è penalizzata e anche quest’anno per sopperire alla mancanza di organico abbiamo chiesto 468 insegnanti ma abbiamo ottenuto un rifiuto». Tina Cupani non nasconde la preoccupazione.  «Siamo allarmati perché la scuola veneta come dimostrato dai test invalsi è una grande eccellenza ma rischiamo di perdere le nostre posizioni per mancanza di insegnanti. Abbiamo dialogato con i parlamentari sentiti (tra glia altri Santini, De Menech, Nabuolo e Rubinato per il PD, e Bellot e Munerato per la Lista Tosi) ed è stato un incontro importante perché abbiamo condiviso i temi condivisi e uno dei parlamentare presenti (Conte) farà mozione in parlamento come una sorta di “patto” di alleanza per risolvere la questione. In veneto la carenza di organico sia amministrativo che di insegnanti sta creando paure anche per garantire il diritto allo studio per le classi serali e pomeridiane molte delle quali ancora senza docenti, per non parlare del personale Ata. «È vero – prosegue Cupan – quest’anno abbiamo registrato un calo di alunni ma è fisiologico vista la situazione. Prima eravamo con un trend sempre in crescita ma sempre alle prese con pochi docenti. È una situazione non garantisce più diritto studio, con classi numerosissime o tempi pieni non gestibili. Inutile parlare ora di mancanza di docenti per le serali; questi sono i frutti di tagli pregressi. Abbiamo raccolto la richiesta di 468 docenti in più (inviata al Ministro) su richiesta dei dirigenti scolasti ma a causa di questo leggero calo la risposta è stata negativa. Ma sono numeri indispensabili per far partire l’anno. Abbiamo chiesto anche la modifica dell’attuale norma e un calcolo preciso in base al numero di alunni. Chiediamo di riparametrare il rapporto alunni – docenti in tutta Italia. Noi abbiamo una media di 12,6, a livello nazionale di 12,4. Se applicassimo questo rapporto oggi avremmo 200/400‎ posti in più; o interveniamo subito nei primi mesi o rischiamo la stessa situazione l’anno prossimo. Il Veneto fa difficoltà a portare a casa risultati utili. La legge 107 non ci ha mai visto d’accordo per questo chiediamo di intervenire sulle sue criticità: creare risorse a supporto di situazioni scolastiche critiche ma non a scapito delle eccellenze, intervenire d’urgenza sui casi immediati dando a tutti dotazioni standard. Insomma, lo stesso ragionamento fatto per sanità e le partecipate. C’è bisogno di una riforma che guardi avanti e non di una soluzione tampone. Si sono impegnati tutti anche a cercare di modificare la legge Tremonti».

Giacomo Costa

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