Seminario sulle concessioni demaniali a Jesolo

JESOLO. Bandi e gare per le concessioni demaniali, le direttive Ue fanno paura agli operatori del litorale.

Le concessioni demaniali e il loro futuro sono state oggetto di un seminario di confronto al palazzo del turismo organizzato dal mandamento jesolano di Apindustria Venezia. La futura apertura e liberalizzazione del mercato riguarderà oltre 100 aziende e 1500 lavoratori solo sul litorale jesolano.

Hanno partecipato al seminario tutti gli attori in campo coinvolti, vale a dire operatori del settore, albergatori, professionisti, politici e amministratori, associazioni di categoria.

Roberto Dal Cin, presidente mandamentale di Apindustria Venezia a Jesolo e Pier Orlando Roccato, direttore di CONFAPI Veneto hanno introdotto la questione davanti a una platea molto interessata all’argomento.

“Siamo lieti di vedere qui così numerosi”, ha iniziato Dal Cin, “il confronto è importantissimo su questo tema che è un problema nazionale e che per essere risolto necessita condivisione, gioco di squadra”.

Poi un focus sulla direttiva europea “Bolkestein”, che com’è noto dal 2010 a questa parte ha portato evoluzioni significative”.

Il sindaco del Comune di San Michele al Tagliamento-Bibione, Pasqualino Codognotto, coordinatore della Conferenza dei Sindaci del litorale veneto, ha ricordato come il sistema italiano non sia ancora pronto per applicare le disposizioni europee che oltretutto non considerano  i molti problemi strutturali e ambientali che le coste italiane dovranno affrontare. “In Italia i concessionari sono oltre 30 mila”, ha detto Codognotto, “con caratteristiche e specificità anche totalmente diverse tra loro. Basti pensare a concessioni che si estendono su oltre 40 mila mq di superficie e altre invece di soli 200 mq”. Il vice presidente Api, Pierpaolo Alegiani, ha affrontato il tema dal punto di vista tecnico.

“Il principale problema è la grande assenza dello Stato”, ha illustrato l’avvocato Pierpaolo Alegiani, vicepresidente del mandamento Api a Jesolo, “a nulla è valsa l’attività atta ad affievolire il peso giuridico e la richiesta di allungamento dei tempi di applicazione della direttiva, che tuttora ha ottenuto solo dinieghi o mancate risposte. Invece è risaputo che la Germania e la Spagna hanno ottenuto dall’Europa una dilazione di 30 anni”.

L’obiettivo è pianificare un’azione congiunta e trasversale tra istituzioni politiche, governative e i tanti soggetti e categorie economiche.

Al seminario, anche Roberta Nesto, sindaco di Cavallino Treporti, Lorenzo Vallese, presidente FIBA Veneto, Renato Cattai, presidente Federconsorzi Arenili, e Fabiano Barbisan, consigliere della Regione Veneto.

Il direttore di Apindustria Venezia, Nicola Zanon, ha chiuso il dibattito: “Apindustria Venezia è impegnata per l’approvazione di una norma nazionale che consenta il “doppio binario”, ovvero distinguere le concessioni in vigore da quelle nuove”.

Giovanni Cagnassi