Serracchiani divisa tra amore e politica

L’intervista concessa a Vanity Fair, poi ripresa nelle sue parti principali da diversi quotidiani, nella quale ha detto che “per la prima volta la politica non è tra le mie priorità ” facendo quasi capire che potrebbe anche ritirarsi “per una nuova storia d’amore” ha creato ulteriori incertezze sul futuro politico di Debora Serracchiani e, conseguentemente, di quello legato alle regionali della prossima primavera in Fvg.

D’altro canto tutte le scelte, in entrambi versanti a dire il vero,non era comunque un mistero che fossero, e lo sono tuttora, in qualche modo correlate a quella della presidente la quale poco tempo fa aveva dichiarato che avrebbe annunciato ogni sua decisione probabilmente a luglio, anche se ora sono in molti a cercare di capire se ci sarà da parte sua una accelerazione o, se invece, l’intervista non ha modificato in alcun modo la tempistica rispetto al da farsi.

La sensazione è che, gossip a parte, quanto da lei dichiarato non cambi assolutamente alcunchè, sicuramente non a breve, e che, anzi, potrebbe essere ancora lei la candidata per il centrosinistra, a dispetto di quanti invece la vorrebbero intenzionata a passare da Trieste a Roma. Certamente molto è anche condizionato dlla legge elettorale con cui si andrà a votare alle prossime politiche e, ancor più, a quando si andrà al voto. E’ chiaro che se per caso si dovesse andare alle urne ad ottobre, come molti segnali farebbero pensare, vien facile ritenere che la Serracchiani potrebbe rimanere in Fvg e ciò per non far interrompere anzitempo la legislatura in regione, anche se difficilmente, qualora ciò dovesse accadere, si andrebbe a votare in contemporaneità, pur non escludendolo.

Nel caso la ricandidatura dell’attuale presidente sarebbe per il centrosinistra la soluzione migliore e quella più immediata, mentre diverso ovviamente sarebbe se si andasse a votare per il rinnovo del Parlamento il prossimo anno in quanto i tempi consentirebbero di gestire al meglio le varie opzioni, anche in relazione alle ambizioni di coloro, come Sergio Bolzonello e Franco Iacop, che, e non è certo un segreto, puntano o a candidarsi per la guida della regione o, alternativamente, a cercare di staccare il biglietto per la Capitale.

Tutto comunque ruota attorno a lei, Debora Serracchiani, la cui intervista ha suscitato attorno alla sua figura reazioni contrastanti, anche se, per lo più, caratterizzate da una umana simpatia, determinata più che altro da quel suo “aprirsi” sul piano delle emozioni e dei sentimenti che già erano emersi allorchè pianse durante una seduta del consiglio regionale, proprio nel momento in cui il suo matrimonio si stava di fatto chiudendo.

Significativa la dichiarazione del senatore triestino Francesco Russo, esponente dell’area lettiana del Pd, che ebbe modo di constratarla per la scelta fatta in occasione delle comunali di Trieste, poi perse dal centrosinistra. “Io e Debora Serracchiani – ha scritto Russo nel suo profilo Fb – a volte abbiamo idee diverse. Ma continuerò sempre a prendere le sue difese di fronte ad attacchi personali che niente hanno a che fare con le sue scelte politiche.”

Nessun commento invece sul versante del centrodestra dove ci si è limitati a dire, rispetto all’intervista, che “sono cose assolutamente personali” e nessuno sembra voler credere ad una sua possibile uscita di scena, ma anzi c’è chi ci ha visto, sotto sotto, quasi un modo voluto per rilanciare la sua figura considerato che, e questo è assodato, si era ultimamente alquanto appannata, soprattutto dopo la sua mancata riconferma nel riolo di vicesegretario del Pd, quasi a significare una chiusura anche della “love story” con Matteo Renzi.

Ormai comunque il tempo delle scelte è prossimo per cui si vedrà se l’intervista sia stata determinata da un calcolo elettorale o se invece dettata unicamente dalla curiosità di Vanity Fair di conoscrre più da vicino colei che, nel bene e nel male, è pur sempre una delle protagoniste della scena politica nazionale di questi ultimi anni.

Ma si vedrà,soprattutto, se in Debora Serracchiani prevarrà, ma vien davvero difficile crederlo, quella affettiva o se, piuttosto, come appare più probabile, quella di natura politica che, ora come ora, sta tenendo tutti, quanto meno nel centrosinistra ma non solo, con il fiato sospeso, perchè poi, alla fine, pur con tutti i suoi difetti, ha dimostrato di essere anche lei “umana” e questo potrebbe giocare a suo favore, sovvertendo, forse, ogni previsione e ogni pronostico.

Lucio Leonardelli