Il Sestante al Salone del Mobile 2017

Lo avevamo promesso ai nostri lettori e lo abbiamo fatto: siamo andati a Milano per raccontare quanto questa città sia capace di brillare di luce propria, ma in questi giorni immancabilmente, come accade da anni, anche sotto la luce dei riflettori di tutti i media – mondiali, nazionali, analogici e digitali – che arrivano per la ormai “super cool” Design Week.

Abbiamo scelto di restare per raccontarvi questi giorni che trasformano la metropoli meneghina nell’insieme più creativo, colorato e trendy dell’anno. La settimana che si è aperta con la Bit (Borsa Internazionale Del Turismo), ha visto la sua giornata più istituzionale martedì con l’inaugurazione del Salone Internazionale del Mobile da parte del Presidente della Repubblica Mattarella (è la prima volta che succede in 56 anni di storia del Salone) che ha voluto testimoniare quanto le istituzioni sentano e riconosconano questo appuntamento come fondamentale, ribadendo nella capitale finanziaria del paese come sia necessaria la “fiducia nella ripresa economica e civile”.

Dal 4 al 9  Aprile 2017 la Fiera di Milano presso il polo espositivo di Rho ospita nei suoi padiglioni negli oltre 200.000 mq di superficie netta espositiva più di 2.000 espositori, dei quali circa 650 designers del SaloneSatellite – con un 34% di aziende estere In piena sinergia con il Salone c’è Euroluce e Workplace3, ma soprattutto si stimano almeno 300.000 visitatori da più di 165 paesi.

Euroluce alla sua 29° edizione, è dedicata a quanto di dedicata a quanto di dedicata a quanto di meglio offre il mercato dell’illuminazione: dai prodotti decorativi a quelli illuminotecnici – che trovano applicazione nel settore dell’illuminazione industriale, stradale, di spettacoli e del sistema ospedaliero – fino ai sistemi di illuminazione e domotica, sorgenti luminose e software per le tecnologie della luce. Il tutto declinato con particolare attenzione al    risparmio energetico, alla sostenibilità ambientale e all’inquinamento luminoso.
Workplace3.0 è invece una proposta espositiva con un concept innovativo dedicato al design e alla tecnologia per la progettazione dello spazio di lavoro e si propone come l’evento–risposta al rapido cambiamento del mondo del lavoro e alle nuove esigenze mercato. In mostra le proposte migliori dell’arredo per ufficio, banche e istituti assicurativi, uffici postali e ambienti pubblici; delle sedute per ufficio e comunità, degli elementi per acustica, delle partizioni interne e dei rivestimenti, dei complementi d’arredo per ufficio, delle tecnologie audio-video e degli impianti tecnici e sistemi di sicurezza.

 

Mentre in città interi quartieri (Brera, Lambrate, Savona…solo per citarne alcuni) vengono accesi dall’energia che questo vero e proprio “happening” propone di giorno e di notte con il suo fittissimo programma degli eventi “fuori salone”.

Abbiamo deciso di dedicare l’intera giornata di mercoledì al design e alla sua realizzazione industriale, e quindi ci imbarchiamo nella affollatissima metropolitana rossa. Il viaggio sarebbe piacevole e di pochi minuti, se non fosse per il disagio provocato dallo sciopero dei mezzi pubblici che ci costringe ad arrivare un’ora prima agli ingressi e lì veniamo bloccati (ci domandiamo quale sia la ragione della scelta dei sindacati di boicottare con uno sciopero proprio un settore economico così strategico, e perchè la Fiera abbia scelto di non aprire i tornelli in anticipo, costringendo così il pubblico ad un’attesa lunga ed inutile, ma soprattutto è lecito chiedersi perchè dare un altro colpo all’immagine del nostro paese all’estero, con l’ennesima prova di malfunzionamento delle “cose italiche”).

Poi però finalmente entriamo e gli stand minimal o colorati,

piccoli o giganteschi, nuovissimi o sontuosi nel solco della tradizione dei grandi nomi ci appaiono come in un grande film capace di unire emozioni e storie, protagonisti e comparse, contenuti profondi e leggerezza con un’unica trama che ci accompagna dal mobile all’illuminazione.

Made in Italy? Certamente si !!! Molteni, Poliform,

© Photo by Alberto Jona Falco – particolare dello Stand Poliform

Poltrona Frau (lo stand è bellissimo e grandissimo, parola dell’Arch. De Lucchi che aggiunge che “solo le aziende leader hanno la capacità di presentare delle visioni, di far vedere qualcosa che è così seduttivo che è impossibile non andare in quella direzione”), ma anche ContamiNation di Kartell o Fratelli Boffi

e direttamente dalla moda più informale e unconventional anche Diesel

Se dovessimo dire quale oggetto ci ha colpito…forse una semplice seduta rossa disegnata da Poltrona Frau per Ferrari

 

Certamente faremo torto a tantissimi  non citandoli qui, ma non possiamo non cercare anche qui un po’ di Triveneto ed ecco quindi che confessiamo un piacere intimo ad addentrarci anche negli spazi arredati dalla venezianissima Rubelli che riesce a proporre la propria storica tradizione di qualità dei tessuti, anche nei mobili come “ lo straordinario Forcola Cabinet” che alla forma di maniglie e gambe deve il suo nome.

 

Prima di raccontarvi i 3 speciali incontri che abbiamo fatto, sottolineiamo ancora, che anche la visita ad Euroluce regala davvero grandi emozioni: basta ad esempio avvicinarsi al grandioso stand di Foscarini, realtà italiana che nasce sull’isola di Murano, dall’esperienza pluritrentennale e marchio leader nell’illuminazione.

Oppure ancora l’intramontabile Fontana Arte che dagli anni ‘30 disegna la luce annoverando tra i suoi direttori artististici personaggi del calibro di Giò Ponti, Max Ingrand, Gae Aulenti per arrivare a Giorgio Biscaro dei giorni nostri o chiedendo negli anni i disegni alle matite più prestigiose di designers come “David Chipperfield, Foster + Partners, Alvaro Siza, Vico Magistretti “.

Ma per non essere troppo campanilisti, ci sembra giusto segnalare almeno un’azienda europea, che a nostro avviso si contraddistingue e che ha il merito di saper coniugare innovazione, tecnologia e design. È di Barcellona (SP) e si chiama Vibia, e noi per farvi intuire quali potenzialità abbia, vi proponiamo nello scatto fotografico

qui sotto un particolare di una loro sospensione da tavolo o scrivania

E quindi veniamo ai tre veloci incontri che abbiamo cercato e ottenuto proprio in occasione della nostra visita al Salone: nei futuristici spazi dell’ufficio stampa, davanti ad una rigenerante tazza di caffè, di buon mattino abbiamo incontrato un poliedrico personaggio che non riesce proprio mai a dimenticare di essere un designer italiano …in tutti gli aspetti della sua vita: Umberto Menasci. Ama il bello, ovunque possa apprezzarlo, riconosce linguaggi architettonici e citazioni stilistiche, è una maniera inesauribile di conoscenza. Giovane romano, vincitore di diversi premi, gira per Milano con gli occhi all’insù per cercare le tracce di Portaluppi, Coppedè o Caccia Domignoni, disegna mobili,

arredi per interni, gioielli, inventa soluzioni estetiche a problemi pratici, da qualche mese collabora con start up  all’estero ed è qui a Milano in questi giorni alla ricerca di nuove partnership con aziende italiane. È in grado di seguire il prodotto dalla fase embrionale al suo concept, all cad fino alla produzione industriale. Un giovane talento a caccia di nuove opportunità.

E poi un altro giovanissimo talento, un altro ragazzo italiano che per trovare la sua strada è andato all’estero, in particolare a Londra, per cimentarsi con la necessaria preparazione professionale e contemporaneamente riuscire già a collaborare con l’azienda di famiglia: Francesco De Majo. Ventiduenne di Mirano gioca con la semplicità dei materiali e presenta a questo Salone, la sua prima creazione, la lampada <TAG>. Diffusore in vetro trasparente con effetto iridescente. Montatura in metallo laccato “champagne” con particolari in legno Okumè.

Una specie di mano di legno che trattiene una sfera di cristallo, con un prezzo davvero concorrenziale che permetterà di andare incontro alle esigenze di chi vuole arredare con gusto, non disponendo di grandi cifre, ma senza dover rinunciare al design e al made in italy.

E per concludere abbiamo voluto incontrare un manager che da anni segue il mercato del Mobile e dell’Illuminazione con alcuni marchi come Patina e Codital: il Dott. Ronny Sciamma. Gli abbiamo dato appuntamento nei meravigliosi spazi della Triennale di Milano

e lì, visitando una mostra dal titolo “Giro Giro Tondo  Design for Children”,

 

© Photo by Alberto Jona Falco – La scalinata di accesso al Design Museum

dopo una rapida fuga per visitare anche I Bagni Misteriosi di Giorgio De Chirico, restaurati nel 2015 nei giardini della Triennale stessa,

ci siamo accomodati su una panchina in giardino

e abbiamo chiacchierato sulla situazione del  mercato, sulle possibilità di fare impresa oggi in Italia e sugli scenari futuri. Ronny ci racconta che PATINA nasce da una fortissima passione e attrazione per quella calda armonia delle forme e quella ricercata creatività nei colori e nelle decorazioni tipiche dei mobili laccati della Venezia settecentesca;  Ronny la segue, la conosce, e decide di puntare anche su questo marchio per proporlo in particolare ai suoi clienti a Dubai, in Cina o in Russia dove il gusto italiano per la cura dei dettagli viene davvero molto apprezzato. Lui che era entrato in azienda giovanissimo per aiutare suo padre, oggi dirige uno staff di 20 persone che si occupano di mantenere alto il nome della casa madre Codital che da più di 40 anni è sul mercato e riesce ad essere competitiva e propositiva. Codital acronimo di “Contintental & Overseas Distributors Italy”, è davvero una realtà unica con un’importante esperienza nel panorama mondiale dei servizi all’estero per gli operatori dell’illuminazione, del complemento d’arredo e del mobile.

Ronny adesso deve scappare, come tutti a Milano in questi giorni di frenesia da Salone: ci saluta, perchè deve scappare ad un altro appuntamento, e mentre lo fa, ci confida che forse qualche motivo di speranza in più per questo settore soprattutto in confronto agli anni recenti, lo rincuora e gli permette di essere, nonostante tutto, ancora ottimista.

Alberto Jona Falco    

photo by alberto jona falco – milan – italy – studioolimpic@gmail.com

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