Sherlock Holmes di Giorgio Trevisan… un fumetto d’Autore!

uno Sherlock d'altri tempi

La riduzione a fumetti di alcune avventure di Sherlock Holmes ad opera di Giancarlo Berardi e Giorgio Trevisan (autori nell’ordine di testi e disegni) rappresenta una delle più fortunate intuizioni artistiche del fumetto italiano. In questi racconti realizzati tra il 1986 e il 1989 la scrittura sobria e volutamente essenziale di Giancarlo Berardi lascia ai pennelli di Giorgio Trevisan il compito di ricreare le atmosfere e le suggestioni tipiche della Londra di Conan Doyle. Il risultato è un fumetto unico nel suo genere, altamente ispirato, che coniuga il dinamismo dell’arte sequenziale con evocazioni pittoriche tipicamente Vittoriane.

Un paio di domande: Giorgio, quali sono state le tue fonti iconografiche? “Per la realizzazione della “mia” Londra ho osservato i quadri dei pittori impressionisti dell’epoca, in primis le opere di Giuseppe De Nittis che a Londra negli anni ’70 e ’80 del diciannovesimo secolo ha dipinto paesaggi, scene di massa e di costume.

Che ricordi hai del periodo in cui disegnavi S.H.? “Ho un bel ricordo. Mi sono molto divertito a disegnare e a far “muovere” i personaggi di quelle storie tratte dal Canone e in tal senso ricordo con particolare piacere il racconto “La lega dei capelli rossi” che abbonda di personaggi grotteschi, originali, che ho caratterizzato in modo curioso. A differenza delle storie di Ken Parker lo spazio che la sceneggiatura metteva a diposizione per me che disegnavo era enorme”.

Quanti disegnatori si prenderebbero la briga di mangiare un’arancia per poi osservarne i semi in modo da poterli riprodurre in modo appropriato? Nessuno credo, ad eccezione di Giorgio Trevisan (nell’avventura “I cinque semi d’arancia”).

Piccoli dettagli come questo palesano l’anima pittorica dell’artista.

Nel “suo” Sherlock Holmes Trevisan ha messo tutto se stesso, tutta la sua tecnica (o meglio, le sue tecniche), la sua passione per la pittura ottocentesca, la sua conoscenza dell’uso del chiaroscuro, del guazzo, della mezza tinta… e soprattutto ha messo tutta la sua ispirazione artistica.

Lo Sherlock Holmes uscito dai pennelli e dal pennino di Giorgio Trevisan è anche un tributo al cinema degli anni trenta e quaranta, all’elegante bianco e nero delle pellicole prodotte dagli Universal Studios in cui a vestire i panni del duo Holmes-Watson fu l’azzeccata coppia Rathbone-Bruce le cui sembianze, non a caso, sono state utilizzate dallo stesso Trevisan. La fortuna di questa straordinaria riduzione a fumetti sfida il tempo, e le reiterate riedizioni ad opera di diversi editori (l’ultima in ordine di tempo è nella collana Mondadori de “I Maestri del Fumetto”) ne testimoniano di volta in volta il valore assoluto.

Alcune recensioni:

 

 

 

 

 

Di Sherlock Holmes esistono nel fumetto parecchie trasposizioni, alcune delle quali anche italiane. Fra di esse, la più coerente col personaggio è quella iniziata a partire dal 1986 sulla rivista L’Eternauta e raccolta successivamente in volume da L’Isola Trovata. I testi sono di Giancarlo Berardi e i disegni di Giorgio Trevisan, molto vicini – sia gli uni sia gli altri – a ciò che un appassionato ortodosso si aspetta da una traduzione a fumetti. Le sceneggiature sono infatti svelte e funzionali, come d’altra parte ci si può aspettare da un professionista abile e intelligente come Berardi. I racconti seguono praticamente l’ordine di pubblicazione di quelli originali di Conan Doyle. I disegni di Trevisan, che ha uno stile fumettistico classico, molto ombreggiato e rigorosamente realista, ben si prestano al personaggio del quale offre una versione graficamente pregevole, con sofisticherie di tipico gusto inglese. Trevisan riesce a raffigurare molto credibilmente le brumose atmosfere londinesi, le dolcezze della campagna inglese, il ricco abbigliamento e gli arredi fine secolo, e qualche volta lo fa anche con pungenti strizzatine d’occhio alle riviste di moda del tempo e perfino alla pittura impressionista.

di Gianni Brunoro

Sherlock Holmes è ormai un’icona popolare, di cui è stato detto e ridetto tutto il dicibile. Mi limiterò a ricordarne l’autore, Sir Arthur Conan Doyle, e l’anno di nascita, il 1887, in cui fu pubblicato il primo racconto lungo (o romanzo breve) Uno Studio in Rosso. Gli adattamenti dell’infallibile detective di Baker Street non si contano: i più numerosi sono certo i film, ma vi sono anche adattamenti o semplicemente omaggi fumettistici e televisivi (qualcuno ricorderà il geniale ologramma-Moriarty di Star Trek – The Next Generation), e persino giochi da tavolo, elettronici e di ruolo.

Verso la fine degli anni Ottanta, a quasi cent’anni esatti dalla sua nascita, Sherlock Holmes viene riportato in vita per l’ennesima volta, ma con tutto il rispetto e il riguardo che si deve a un gentiluomo d’oltremanica. Su L’Eternauta, nel 1986, vengono pubblicati gli adattamenti di sei avventure di Holmes, sceneggiate da Giancarlo Berardi e disegnate da Giorgio Trevisan.

Berardi, già fumettista di una certa fama e “padre” di Ken Parker, mette in scena uno Sherlock Holmes quasi religiosamente fedele al “canone” dei racconti di Arthur Conan Doyle. Dialoghi e scene, se non riportati parola per parola, sono emendati e potati del minimo necessario per lasciar scorrere la lettura, o per riassumere lunghe digressioni non raffigurabili o sceneggiabili; anche le poche libertà che osa prendersi non vanno a cozzare contro lo spirito, o la lettera, dei racconti originali – persino quando da dietro il Petrarca tascabile del buon Watson scivola allo scoperto una copia di Fanny Hill…

Tale zelo nel voler rappresentare Sherlock Holmes così come fu scritto non deve però far pensare ad un adattamento pedante, verboso, logorroico; nonostante la necessità, talvolta, di lunghe spiegazioni e monologhi interminabili, il ritmo viene mantenuto dallo scorrere dei panorami, o dalle carrellate di dettagli, o dai flashback. Non mancano, sono anzi piuttosto comuni, tavole in parte o del tutto silenziose, interrotte solo dall’onomatopea di una carrozza in partenza o di un campanello che viene suonato.

In tutto questo, l’apporto di Trevisan risulta fondamentale. Dal lato tecnico le ombreggiature, ottenute con le tecniche più diverse, e il gioco di chiaroscuri fanno scivolare il lettore nell’atmosfera dei film della metà del secolo scorso, nitrato d’argento e sonoro monoaurale. Dal lato artistico, le ricostruzioni di Londra operata da Trevisan sono quanto di più meticoloso ed evocativo abbia visto, salvo il lavoro titanico di Eddie Campbell in From Hell; i suoi personaggi, inoltre, sono espressivi ed eloquenti nel solo apparire, tanto che a volte il dialogo appare quasi un sovrappiù. (…)

Tra le varie edizioni quella realizzata in 2 volumi da “Le Mani” merita un discorso a parte. Stampati in bicromia su un’ottima carta satinata pesante, rilegati nonostante la copertina non rigida, accompagnati da interessanti articoli e cronologie sulle riduzioni cinematografiche delle opere di Conan Doyle (scritti da Renato Venturelli) e di biografie complete ed esaurienti degli autori, nonché da una breve galleria di scorci di Londra firmati Trevisan, sono senz’altro pubblicazioni da esporre fieramente nella propria libreria, tanto per il contenuto quanto per la veste tipografica.

di Matteo “Abe Zapruder” Scarabelli (articolo tratto da BLAM!)

Episodi del fumetto Le avventure di Sherlock Holmes (di Berardi/Trevisan):

– Uno scandalo in Boemia
– Un caso d’identità
– La lega dei capelli rossi
– Il mistero di Boscombe Valley
– I cinque semi d’arancia
– L’uomo dal labbro storto

 

Pubblicazioni

A partire dal 1986 per L’Eternauta la coppia Berardi-Trevisan realizza una riduzione a fumetti di alcune avventure del celebre investigatore di A.C. Doyle: SHERLOCK HOLMES:

Uno scandalo in Boemia (25 tavole, L’Eternauta nn. 53 – 54 del dicembre 1986 – gennaio/febbraio 1987)

Un caso d’identità (22 tavole, L’Eternauta n. 55 del marzo 1987)
La lega dei capelli rossi (28 tavole, L’eternauta nn. 56-58 del giugno-settembre 1987)
Il mistero di Boscombe Valley (18 tavole, L’eternauta n. 59 del novembre 1987)
I cinque semi d’arancia (20 tavole, L’Eternauta Speciale Estate – Supplemento al n. 64 del luglio 1988)
L’uomo dal labbro storto (26 tavole, L’eternauta nn. 71-72 del marzo-aprile 1989)

I sei episodi saranno in seguito ripubblicati su gli ALBI DI ORIENT EXPRESS dell’editore L’Isola Trovata, su KEN PARKER MAGAZINE (SBE), su 2 volumi editi da LE MANI COMICS della Microart’s Edizioni e infine raccolti nel volume 29 de “I MAESTRI DEL FUMETTO” (iniziativa editoriale del Sole24ore e Panorama) con ampia prefazione e due episodi originariamente pubblicati sul Messaggero dei Ragazzi:

Il caso Champmathieu (Trevisan, testi e disegni), racconto completo (9 pagine)
Il caso Lindbergh (Trevisan, testi e disegni), racconto completo (12 pagine)

Luca Pozza