Sicurezza idraulica, il Veneto interviene a valle del Tagliamento

M ora attende il Fvg perchè si attivi a monte del fiume

Nei giorni scorsi è stato registrato da parte della giunta regionale del Veneto l’impegno di spesa e avviata la progettazione per un intervento di messa in sicurezza idraulica del basso corso del fiume Tagliamento. In questa fase si tratta di un primo stralcio con cui si prevede la diaframmatura in destra idrografica finalizzata alla difesa di San Michele al Tagliamento, al confine quindi tra il Veneto e il Friuli Venezia.

A darne notizia è stato l’assessore regionale all’ambiente e alla difesa del suolo Giampaolo Bottacin sottolineando come “la disponibilità economica per avviare questi lavori, che complessivamente avranno un valore di quasi quindici milioni di euro, nasce da una lunga dialettica che avevo avviato gli scorsi anni col Ministero dell’Ambiente e che ci ha permesso di arrivare a un atto integrativo all’interno della programmazione degli interventi prioritari per la mitigazione del rischio idrogeologico, in cui è stato inserito anche il Tagliamento”.

Soddisfatto per questo intervento il Consigliere regionale portogruarese Fabiano Barbisan che, riprendendo quanto rimarcato dallo stesso assessore.

Ha rilevato che “gli interventi sul Tagliamento sono particolarmente importanti e indispensabili per la sicurezza dei territori contigui al Tagliamento ma a questo punto fondamentale sarà lavorare in sinergia con la Regione Friuli Venezia Giulia, in quanto sarebbe del tutto inutile se si procedesse solo con degli interventi a valle poiché insufficienti a prevenire il rischio di esondazioni. L’acqua, lo ricordo spesso, non segue i confini amministrativi e quindi è indispensabile la massima collaborazione tra enti”.

Per la progettazione gli uffici regionali del Veneto stimano di poter concludere tale fase per la fine dell’anno, così da avviare poi l’appalto dei lavori nel primo semestre 2019.

Sul fronte friulano è la neo consigliera regionale di Latisana, Maddalena Spagnolo, autorevole esponente della Lega, a “raccogliere” quanto rilevato dal Veneto, condividendo appieno la necessità che vengano attivati al più presto gli interventi necessari per sistemare il Tagliamento anche a monte, dalla parte cioè del Friuli Venezia Giulia.

Al riguardo, di recente, in occasione di una esercitazione della protezione civile tenutasi con base a Latisana,era stato il sindaco della cittadina friulana Daniele Galizio a ribadire al Vicepresidente della Regione con Delega alla Protezione Civile Riccardo Riccardi e all’Assessore all’Ambiente e alla Protezione Civile della Regione Veneto, Gianpaolo Bottacin, “la necessità di eseguire le opere a monte del fiume, che interessano sia Latisana che San Michele.”

“La messa in sicurezza del Tagliamento, infatti, si raggiungerà – aveva sottolineato il sindaco- solamente nel momento in cui verranno realizzate le opere di laminazione delle piene del medio corso del fiume.”

Questi interventi erano già stati inseriti e finanziati nel Piano stralcio per la sicurezza idraulica del medio e basso corso del fiume Tagliamento, approvato con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri il 28 agosto 2000, ma fino a oggi la Regione Friuli Venezia Giulia ha utilizzato i fondi stanziati per realizzare opere sul basso corso del fiume, nonostante l’azione unitaria dei Comuni di Latisana e San Michele al Tagliamento a favore della realizzazione delle opere a monte“.

Lucio Leonardelli