Sparare ai lupi? Zaia non firma la legge

«Ai lupi non si spara». A scandirlo è stato il governatore del Veneto, Luca Zaia, esattamente un anno fa. Era il 12 luglio 2017, il consiglio regionale aveva appena approvato una mozione presentata dai capigruppo della Lega Nicola Finco e di Fratelli d’Italia Sergio Berlato che impegnava la giunta a uscire dal Wolf Alps, il progetto cui la Regione aveva aderito nel 2013 ma che, a distanza di anni, a detta della maggioranza di centrodestra aveva creato troppi problemi.

«L’uscita della Regione Veneto dal progetto Wolf Alps non comporta il mandato di uccidere questi animali. Il lupo non è una specie cacciabile», aveva puntualizzato Zaia. E come la mettiamo adesso che Finco e (quasi) tutta la Lega e (quasi) tutta la Lista Zaia hanno presentato una proposta di legge, sulla falsariga di quelle di Trento e Bolzano, per poter contenere – e cioè uccidere – i lupi? Tra i dodici firmatari del progetto di legge il nome di Zaia non c’è.

Certo, non è la prima volta che il governatore non firma proposte di legge avanzate dalla propria maggioranza, ma il fatto che il testo di Finco sia stato sottoscritto anche dal presidente del consiglio regionale Roberto Ciambetti e pure dall’assessore Luca Coletto, ha sollevato più di un interrogativo nei palazzi della politica veneta. Ossia: Zaia ha cambiato idea o è stato messo in minoranza?

 

 

Nell’entourage del governatore minimizzano: Zaia – dicono – è perfettamente a conoscenza dei danni arrecati dai lupi, l’aveva detto pure un anno fa quando aveva riconosciuto che «c’è una carneficina ogni notte», «la presenza dei lupi ormai è fuori misura», «il lupo assale anche i cani, si avvicina ai centri abitati e alle case». Ma il governatore – aggiungono – sa anche che la competenza è statale e che se il ministero decide di non inserire nel Piano Lupo gli abbattimenti, a livello locale non si può fare niente. Tant’è che il ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha già annunciato che il Governo impugnerà davanti alla Corte costituzionale le leggi del Trentino Alto Adige e che farà lo stesso per il Veneto nel caso in cui il consiglio regionale approvi il provvedimento di Finco & C.

L’opposizione scalpita. «Se davvero il capogruppo della Lega Finco ha intenzione di portare in aula un provvedimento sulla caccia ai grandi carnivori, sappia che troverà un’opposizione durissima – tuona Andrea Zanoni (Pd) – Sono pronto a presentare migliaia di emendamenti, oltre a chiamare alla mobilitazione tutte le associazioni di tutela degli animali e dell’ambiente». L’esponente dem attacca i «12 apostoli della caccia al lupo» che hanno firmato la proposta di legge: «Per fortuna c’è il ministro dell’Ambiente dell’attuale Governo gialloverde, il generale dei carabinieri forestali Sergio Costa, che non è né della Lega né del M5s, consapevole del valore delle leggi e della tutela ambientale. La caccia al lupo è vietata dalle norme europee e dalla legge nazionale, la 157, che prevede anche l’arresto da 2 a 8 mesi in caso di uccisione di un esemplare.

E il ministro ha già annunciato di voler impugnare per incostituzionalità i provvedimenti qualora non vengano ritirati. Cosa che mi è stata confermata dai funzionari durante un incontro che ho avuto presso il suo ministero a Roma». Critici anche i Cinque stelle: «La Regione Veneto sta facendo una gran confusione sul lupo – hanno detto l’onorevole Sara Cunial e il capogruppo in Regione Manuel Brusco – Da una parte Zaia si schiera contro gli abbattimenti e dall’altra l’assessore all’agricoltura Pan e il consigliere regionale Finco tengono una linea che si spinge nella direzione opposta». Soddisfatto della proposta di Finco è invece Berlato: «Finalmente anche la Lega condivide le proposte e le soluzioni avanzate da FdI».

A.V.