Sposato: ‘Propongo la Flat Tax anche per il ceto medio’

La flat tax conviene? Al cosiddetto “ceto medio” sicuramente, agli altri – a coloro che già oggi si barcamenano tra redditi scarsi e tasse basse – forse un po’ meno. Difficilmente avranno qualche soldo in tasca in più. Più probabilmente gli converrà esercitare la prevista “clausola di salvaguardia” e rimanere con l’attuale regime fiscale.
Esordisce cosi il Candidato Sindaco indipendente Luigi Sposato, che ha voluto esprimere la sua opinione in favore dei cittadini di Padova. La Flat Tax, ovvero quella del governo – spiega il Candidato Sindaco – è stata pensata per i redditi personali, per le persone ricche. Noi proponiamo la flat tax per Padova e per chi investe a Padova. Noi vogliamo attrarre le ricche aziende con capitali che investano sul nostro territorio». Sposato fa riferimento, soprattutto, alle potenzialità cittadine per attrarre investimenti nei settori strategici dell’economa padovana.

«Ho già in mano un’analisi sui costi e i benefici della nostra proposta– continua Sposato – e o già ottenuto risposte positive di interesse da grosse realtà industriali nel campo della ricerca e della green economy disposte a trasferirsi a Padova nei prossimi anni. La Flat tax comunale che ho in mente riguarderà le eccellenze di Padova: ricerca medica, ricerca scientifica, manifatturiero di alta gamma. E’ pensata per i grandi numeri e alle aziende con capitali freschi. Nel dettaglio la “Flat Tax” targata Sposato interverrà sulla tassazione comunale proponendo degli incentivi pronti per rendere vantaggioso chi si trasferisce a Padova per investire. Le Aziende che aderiranno alla flat tax comunale dovranno rigorosamente procedere ad assunzioni di personale residente nel territorio. Le proiezioni parlano di una ricaduta occupazionale importante nei primi due anni di attuazione della misura fiscale. E poi a cascata anche ricadute per l’indotto.

Sposato ha il vantaggio di conoscere perfettamente il mondo internazionale delle grandi imprese e questo, a differenza di altri candidati. Ho sempre detto che uno dei miei obiettivi è creare lavoro – sottolinea il Leader di OSA – e le aziende interessate dalla flat tax rispondono ai criteri di valorizzazione delle eccellenze e delle potenzialità del territorio. Per troppo tempo siamo rimasti a guardare e lamentarci come qualcuno faceva. Prendiamo ad esempio la Carinzia e le municipalità carinziane. Negli ultimi anni hanno attratto moltissime aziende venete a trasferirsi. E noi che facevamo? Puntavamo il dito e ci lamentavano. Questo è uno degli obiettivi che mi sono posto io una volta diventato sindaco. Ma intanto, mentre la Carinzia si muoveva, le precedenti amministrazioni dov’erano? Tutti erano a lamentarsi alle feste dei partiti quando loro compito preciso avrebbe dovuto essere quello di stringere rapporti con realtà economiche extracomunali e attrarre investimenti, nulla di tutto ciò è avvenuto.

Come fare allora per ridare a Padova il ruolo che merita? La risposta di Sposato sta nel «Lavorare in sinergia con Camera di Commercio e Padovapromex e Università, tutti enti a supporto della città e della sua economia e che invece sono stati estromessi per banali litigi (basti pensare al trattamento riservato a Zilio presidente della Camera di Commercio). Il grave errore della politica è il non aver sfruttato il potenziale già esistente a Padova pensando sin da subito che ogni giorno era buono per tessere relazioni con altri distretti economici tutti a far arrivare ingenti capitali su Padova». Si è pensato ai campanili quando poi è necessario fare di tutto per far piovere quattrini sulla città.

Matteo Venturini