Storie di medici, benefattori e pazienti

All'Ospedale Civile di Venezia il racconto dell'Ospedale degli ebrei.

Raccontando “storie di medici, benefattori e pazienti”, è così nel 2017 che la nuova Ulss Serenissima ha voluto celebrare la Giornata della Memoria, omaggiando dalle sale dell’Ospedale Civile di Venezia (“L’ospedale degli ebrei”, per citare nuovamente il titolo del convegno) il ricordo delle tante personalità di origine giudaica che hanno contribuito a rendere la struttura del centro storico lagunare quella che è ancora oggi.
Mercoledì pomeriggio, a partire dalle 15, negli spazi della Scuola Grande di San Marco (internamente al nosocomio già intitolato ai Santi Giovanni e Paolo), si è quindi potuta ascoltare la storia di come un solo luogo, nel cuore della città più cosmopolita del Mediterraneo, abbia saputo sintetizzare tra le sue mura il meglio di ciascuna influenza culturale, scientifica e civile: dalla tradizione caritatevole cristiana a quella accademica giudaica passando per lo studio di matrice orientale, in molti hanno contribuito a rendere la realtà veneziana una vera eccellenza in fatto di cura e assistenza alla persona e di salute pubblica.

“A rompere questo prezioso equilibrio furono le persecuzioni contro gli Ebrei, che attraverso la Giornata della Memoria si intende ricordare – spiegano gli organizzatori dell’evento – pagina dolorosa anche della storia ospedaliera veneziana, che ha visto medici e cittadini di estrazione giudaica offesi, umiliati, danneggiati moralmente e fisicamente, fatti oggetto di violenza anche, purtroppo, all’interno dello stesso ospedale”. Ad accompagnare il convegno, anche uno spazio espositivo ragionato a cura della Soprintendenza archivistica e bibliografica del Veneto e del Trentino Alto Adige, la cui soprintendente, Maria Palma, ha aperto i lavori insieme a Renata Codello, soprintendente regionale del ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo del Veneto, e ad Andrea Berro, amministratore unico di San Servolo Servizi Metropolitani. Le conclusioni sono state affidate a Paolo Gnignati, presidente della Comunità Ebraica di Venezia.

Giacomo Costa