Tassa che favorisce la residenza all’estero

Risiedere all'estero senza pagare?

Segnalazione del tributarista ed esperto di fisco Alberto de Franceschi in merito ad una tassa particolare.
“Nessuno ne parla – osserva De Franceschi – ma è stata prevista dall’articolo 24 – bis nel Tuir. La normativa, limitata alle sole persone fisiche, prevede, in barba al principio della tassazione che vale per tutti, la possibilità di scegliere il pagamento di un’imposta sostitutiva fissa sui redditi prodotti all’estero.
L’imposta ha un importo annuo di 100 mila euro. Per usufruirne occorre presentare domanda all’Agenzia delle Entrate.

Una volta concessa questa consente per i redditi prodotti all’estero, che i soggetti interessati debbano versare un’imposta sostitutiva dell’imposta sui redditi delle persone fisiche calcolata in via forfettaria a prescindere dall’importo dei redditi percepiti”.

Ma cosa comporta veramente?
“Così facendo si legalizza il fatto di risiedere all’estero pagando nulla – spiega l’esperto tributarista Alberto De Franceschi – anzi diamo anche la possibilità di concedere l’imposta sostitutiva. Tutto ciò è uno schiaffo – incalza De Franceschi – per chi in Italia chiude i battenti per la pressione fiscale. Anzi è pure peggio, qui diamo la possibilità di avere tasse forfettarie per chi risiede all’estero”.

“La normativa – aggiunge de Franceschi – prevede infatti che, stando alla legge di bilancio 2017 “per effetto dell’esercizio dell’opzione di cui al comma 1 – dell’articolo 24 bis – relativamente ai redditi prodotti all’estero di cui al comma 1 è dovuta un’imposta sostitutiva dell’imposta sui redditi delle persone fisiche calcolata in via forfettaria, a prescindere dall’importo dei redditi percepiti, nella misura di euro 100 mila per ciascun periodo di imposta in cui è valida la la predetta opzione”

Non solo aggiunge l’esperto tributarista i soggetti che esercitano l’opzione non sono tenuti agli obblighi di dichiarazione. “Tutto ciò è scandaloso – dice De Franceschi – scandaloso. Mi attiverò per sollevare un’interrogazione parlamentare”

L.P.