Tassa di soggiorno, la costa veneziana si misura con i futuri aumenti nelle varie città balneari

JESOLO. La prima ad annunciare gli aumenti è stata Jesolo che vuole introitare 1 milione e 800 mila euro in più rispetto ai 3 milioni oggi raggiunti. Ci sono aumenti anche del 50 per cento e adeguamenti vari, con esenzioni limitate ai bambini, che pagheranno fino ai 12 anni, allungamento dei periodi di applicazione. Il sindaco di Jesolo, Valerio Zoggia, si è rivolto agli atri primi cittadini per spronarli a prendere posizione mentre albergatori e categorie del turismo temono di dover pagare le conseguenze di queste scelte.

I sindaci della costa veneziana sono concordi sui necessari aumenti della tassa di soggiorno.

Ne hanno parlato in occasione della riunione della conferenza dei sindaci della costa veneziana. Il sindaco di San Michele al Tagliamento-Bibione, Pasqualino Codognotto che è anche il coordinatore di questo organismo, sta programmando un ritocco da discutere alla riunione dell’Odg. Si prevedono aumenti da 50 centesimi a 1 euro, per le presenze in appartamenti che sono maggioritarie e altri aumenti per camping e alberghi, a 1 euro, massimo 2 euro. Le esenzioni dei bambini passeranno da 2 anni a 5 o 6 anni per aiutare le famiglie, anche se comporterà minori introiti.

A Cavallino Treporti la sindaca Roberta Nesto ha ricordato che l’aumento complessivo di 10 centesimi è stato deliberato nei mesi scorsi. Previsti maggiori introiti per 470 mila euro mirati a eventi e promozioni.

Caorle, come confermato dall’assessore al turismo, Alessandra Zusso, prevede aumenti del 40 per cento, con maggiori introiti per circa 1 milione di euro rispetto a 1 milione e mezzo incassati. Infine Eraclea. Il vice sindaco, Graziano Teso, ha annunciato aumenti della tassa di soggiorno per l’offerta complessiva.

Quindi tutte le spiagge saranno costrette ad aumentare le tariffe dei vari settori dell’offerta, nessun Comune escluso e con buona pace delle categorie. La  promozione e gli eventi hanno un costo e la sola alternativa sarebbe l’aumento delle tasse ai cittadini, a meno che non siano le categorie del turismo a stanziare le risorse necessarie.

Giovanni Cagnassi