Tassa di soggiorno, levata di scudi di albergatori e commercianti

JESOLO. L’incubo tassa di soggiorno toglie il sonno ad albergatori e commercianti che si ribellano. Da una parte i sindaci della costa veneta chiedono uno sforzo ai privati, in particolare gli albergatori, che diventano “esattori” del Comune e devono compensare i minori trasferimento dallo Stato. Dall’altra, gli operatori si sentono vessati e chiedono equità.

Sono arrivate le dimissioni del presidente dell’Aja Alessandro Rizzante e quelle del Consiglio. Lo stesso hanno fatto i vertici di Confcommercio uscendo dalle società partecipate. Rizzante ha annunciato di rimettere il mandato alla luce di eccessivi aumenti proposti e approvati in giunta comunale a Jesolo, con le categorie escluse dal dibattito.

Aja calcola che il Comune incasserà oltre 6 milioni di euro. Molto più dei circa 4.700.000 annunciati dal Comune di Jesolo. L’Aja e Rizzante avevano proposto l’applicazione tutto l’anno, aumenti limitati, 10 cents per 4 e 5 stelle, esenzione sotto i 12 anni esenzione gruppi, 1 euro per extralberghiero. Il Comune di rimando ha raddoppiato i 4 e 5 stelle, esenzioni fino a 10 anni di età, estensione fino a 10 notti, applicazione, quella sì, tutto l’anno.

“Non voglio usare il bazooka”, ha detto Rizzante, “abbiamo fatto di tutto, tentato la strada della collaborazione, mai era accaduto niente di simile. Da noi la politica non entra, siamo imprenditori e attori principali dell’economia. Quella del Comune è stata un’azione bulgara”. Solidarietà dalla Confcommercio che con il presidente Angelo Faloppa seguito la medesima strada. Spiagge Venete, che si contrappone alla conferenza dei sindaci della costa veneta, con il presidente Massimiliano Schiavon, è in sintonia: “Se questa è la posizione dei sindaci, non andremo lontano” . La protesta ha come scopo paralizzare altre società partecipate come Jesolo Turismo e il Consorzio di promozione in cui albergatori e commercianti siedono nei Cda.

Tra i motivi della protesta, il mancato coinvolgimento delle associazioni di categoria, totale assenza della concertazione, colpevole mancanza della condivisione, disattenzione alle istanze delle categorie. La grave prospettiva di ridurre il potere d’acquisto delle famiglie in vacanza.

Nessuna rendicontazione dell’introito derivante dalla tassa di soggiorno.

“Non è vero che non sono stati informati”, replica il sindaco di Jesolo, Valerio Zoggia, “e non è vero che non sono a conoscenza di come vengono destinate le risorse. I loro calcoli non sono confermati. Credo che le ragioni di questi atteggiamenti siano politiche. Mai una protesta dei turisti per la tassa di soggiorno, se ci fosse un calo di presenze per questo sono pronto io a dimettermi”. La situazione è simile in tutte le località turistiche, in particolare a Bibione dove la protesta è stata altrettanto incisiva.

 

Giovanni Cagnassi