Torna a brillare l’ex caserma Piave

Si è tenuta qualche giorno ga la firma della convenzione tra il Comune di Treviso e l’associazione Open Piave per la gestione degli spazi dell’ex caserma Piave. La sottoscrizione arriva dopo mesi di lavoro e un importante percorso di partecipazione e rigenerazione urbana realizzato dall’associazione Open Piave in collaborazione con l’Università Iuav di Treviso e l’amministrazione comunale di Treviso.

“Questa firma rappresenta un passaggio importante per la nostra amministrazione – ha dichiarato il sindaco di Treviso Giovanni Manildo – Ufficialmente riconsegniamo alla città e ai suoi cittadini uno spazio urbano rigenerato, dove troveranno spazio tante attività che coinvolgeranno la cittadinanza. Ringrazio l’assessore Liana Manfio che fin dall’inizio, passo dopo passo, ha seguito questo processo partecipativo”.

Tutti gli aspetti della convenzione, il percorso partecipativo realizzato in collaborazione l’Università IUAV di Venezia, i progetti delle associazioni che hanno sottoscritto la convenzione verranno presentati nel corso di una conferenza stampa che verrà convocata a breve.

“E’ un progetto che ci ha visto impegnati per molti mesi – ha dichiarato l’assessore alla partecipazione del Comune di Treviso Liana Manfio – Già oggi il quartiere ha dimostrato di essere molto interessato alle attività proposte. Credo che questo spazio, rinnovato, aperto alla cittadinanza, alle famiglie e ai bambini, sarà un’occasione tutta nuova per la città. Open Piave sarà il motore di queste attività che realizzerà con molto entusiasmo come già hanno dimostrato e si andrà avanti insieme.

“Sono felice di essere arrivata a questo punto e alla firma di questo documento – ha dichiarato Giovanna Quarto Presidente di Open Piave – Come hanno già ribadito il sindaco e l’assessore Manfio è stato un percorso che ha richiesto un grande impegno da parte di tutti. Abbiamo lavorato insieme all’amministrazione alla definizione del contratto. Il processo partecipativo va avanti e questo è un grande valore per la città perché non tutte le città si dotano di strumenti democratici capaci di coinvolgere la cittadinanza”.

Matteo Venturini