Trieste e il Fvg al centro della politica internazionale sui Balcani

Con la presenza di molti Capi di Stato e di Governo

“Trieste e il Friuli Venezia Giulia non hanno mai accolto tanti capi di Stato e di Governo come è accaduto in questi giorni: è stato veramente un grande successo per la città e per la regione intera perché abbiamo riconquistato una centralità naturale, una condizione geopolitica davvero fortunata in un contesto, quello dei Balcani, a cui l’Europa guarda con grande interesse e che è necessario stabilizzare sempre di più”.

Il capoluogo del Fvg è stato al centro del panorama internazionale per il Western Balkans Summit 2017 che, al di là degli importanti temi trattati, ha rappresentato pure l’occasione per la presidente della regione di avviare e consolidare importanti rapporti, primo fra tutti quello sul tema dell’immigrazione alla luce della trilaterale italo-franco-tedesca “i cui effetti – ha sottolineato Debora Serracchiani – hanno sicuramente ricadute anche per il Friuli Venezia Giulia, vista la posizione della nostra regione, per cui è fondamentale trovare soluzioni tali da poter percorrere assieme su una emergenza così rilevante”.

Prima che i leader tenessero il vertice che il premier Gentiloni ha poi presieduto in Prefettura, Serracchiani ha avuto un breve colloquio con alcuni di loro.
“Per il neo presidente francese Macron – ha evidenziato – è la prima visita a Trieste che, mi ha detto, ha trovato molto bella. Mi ha anche chiesto notizie sul Friuli Venezia Giulia ed è apparso molto interessato al fatto che la nostra è una regione a statuto speciale”.
Per la cancelliera tedesca Merkel è stato invece un ritorno. “La presenza della Germania è un fattore di stabilizzazione importante, sia nel contesto europeo sia nell’area dei Balcani”, ha commentato Serracchiani.Infine, la presidente si è a lungo intrattenuta con il primo ministro albanese Edi Rama e ha reso noto che, a breve, la Regione organizzerà una visita istituzionale in Albania.-

Nel corso del vertice sui Balcani uno dei temi affrontati è stato quello relativo ai collegamenti ferroviari e al riguardo la commissaria europea ai Trasporti Violeta Bulc, incontrando la presidente della regione, ha auspicato che ” su questo fronte il Friuli Venezia Giulia continui ad essere il propulsore del dialogo tra Italia e Slovenia”.

“Il percorso Lubiana-Trieste-Venezia è oggetto di Crossmoby, un importante progetto comunitario – ha spiegato Serracchiani – e abbiamo chiesto alla commissaria il pieno supporto della Commissione europea. Purtroppo il confine tra Italia e Slovenia è attualmente l’unico in Europa a non essere attraversato da un treno passeggeri”.
Bulc ha quindi ribadito l’interesse della Commissione europea a rafforzare i collegamenti ferroviari anche alla luce dell’obiettivo strategico di promuovere politiche di trasporto sostenibile.

“Sappiamo che il collegamento transfrontaliero presenta alcune criticità – ha osservato la commissaria – tuttavia Italia e Slovenia stanno lavorando assieme, e bene, alla proposta che potrebbe portare già tra un anno, o al massimo due, alla creazione di un collegamento passeggeri tra Lubiana e Venezia. In questo contesto il ruolo della Regione è molto importante, perché agisce da coordinatore del dialogo tra i due Paesi ed è l’Ente che meglio di tutti conosce le necessità del territorio”.

In chiusura del forum Serracchiani ha espresso un concetto alquanto preciso rispetto al ruolo del Friuli Venezia Giulia. “La creazione di un’area, quella che comprende i paesi dei Balcani Occidentali, senza confini e che si sviluppi economicamente all’interno dell’Unione europea – ha detto – è un processo che deve essere accompagnato da un programma di riforme istituzionali e di attuazione dello stato di diritto. In questo contesto, il Friuli Venezia Giulia fa la sua parte assolvendo ad un ruolo strategico nella cooperazione transfrontaliera e nei collegamenti fra l’Europa sud orientale e il resto del continente.”

Per conseguire l’obiettivo, come ha sottolineato Serracchiani, “bisogna applicare all’interno dell’area un approccio che miri alle persone e che preveda la rimozione delle differenze sociali che si sono allargate durante la crisi, rafforzare i diritti civili, sostenere l’innovazione e una visione strategica che favorisca gli investimenti di lungo periodo.”

“In passato – ha spiegato la presidente – abbiamo assistito ad una specie di gara al ribasso su temi come il lavoro e il rispetto dell’ambiente. Adesso dobbiamo indirizzare gli investimenti verso una crescita sostenibile”.

Serracchiani ha poi insistito sulla necessità di rimuovere gli ostacoli infrastrutturali nei collegamenti e nei trasporti che devono essere superati al fine di creare quelle condizioni indispensabili allo sviluppo economico dell’area.
“Per questi motivi – ha aggiunto la presidente Fvg – uno dei miei auspici nonché obiettivi è quello di contribuire a indurre l’Ue a ripensare all’allargamento ai Balcani Occidentali in termini più concreti rispetto al passato”.

“Il vertice – ha commentato Debora Serracchiani, che ha pure avuto un incontro riservato con l’Alto rappresentante dell’Unione Europea per gli Affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini – ha riaperto il dossier dedicato ai rapporti fra l’Unione europea e i Balcani Occidentali e ha rimesso in agenda, in particolare, il futuro “allargamento” della stessa Ue, “una parola – ha sottolineato la presidente Fvg – che, riferita ai Paesi di quest’area, non sarà tenuta nel dimenticatoio per altri dieci anni”.

Nell’ambito del summit vi è stata anche l’inaugurazione del Segretariato permanente del Forum per gli investimenti delle Camere dei Balcani Occidentali, svoltasi nella sede triestina della Camera di commercio della Venezia Giulia.
“Credo – ha dichiarato l’assessore a Cultura e Solidarietà del Friuli Venezia Giulia, Gianni Torrenti – che il Segretariato delle Camere di Commercio dei Balcani Occidentali, che inauguriamo oggi nel capoluogo regionale, al di là del ruolo squisitamente tecnico e quindi di volano dell’attività economica e di business possa rappresentare un esempio di come le difficoltà e i problemi che ancora sussistono per la definitiva integrazione nell’Europa si possano superare con la volontà e l’impegno di tutti”.

Torrenti ha evidenziato come il capoluogo del Friuli Venezia Giulia abbia già ospitato la riunione delle Camere di commercio della Serbia e del Kosovo che seguiva la terza tappa del cosiddetto Processo di Berlino. L’assessore ha quindi spiegato che “a un anno di distanza, Trieste ha l’onore di accogliere per l’Italia i capi di Governo e i ministri degli Esteri dei 6 Paesi dei Balcani Occidentali e di svolgere un ruolo positivo e fondamentale per la progressiva integrazione europea di questi territori”. L’inaugurazione del Segretariato, secondo Torrenti, si inserisce “pienamente in questo contesto, rappresentando un segnale concreto di come Albania, Bosnia Erzegovina, Kosovo, Macedonia, Montenegro e Serbia intendano potenziare la cooperazione economica con l’Europa”.
In particolare, Torrenti ha ribadito che “la scelta di Trieste, dove convivono pacificamente migliaia di cittadini originari di questi sei Paesi, inseriti pienamente nel tessuto economico, sociale e culturale della città, mi sembra particolarmente significativa, oltre a rappresentare un’ulteriore occasione di crescita e di sviluppo per la città stessa e per il Friuli Venezia Giulia”.

Lucio Leonardelli