Il turismo fiore all’occhiello per la Città metropolitana di Venezia e il Veneto Orientale

Apindustria ora analizza i dati sulle presenze turistiche

JESOLO – Geograficamente inserita in un contesto geografico più ampio nel Veneto, ha tutte le tipologie ambientali possibili, dalle cime bellunesi sino al Delta del Po, passando per colline, laghi e spiagge. Sono  17 milioni gli arrivi e 63 milioni le presenze turistiche annue venete, con percentuali di progressiva crescita di anno in anno. Di questi, ammonta a 6 milioni il numero di quelli italiani (tornati a crescere, dopo anni di calo di presenze) e a 11 milioni circa quello degli stranieri. Analizzando gli afflussi di turismo per aree geografiche specifiche, le città d’arte, in generale, stanno vedendo in questi anni una crescita del quasi 20%. Quella dell’area Veneziana è quella che registra, storicamente, maggiori presenze.

E il nerbo di queste presenze è nel Veneto Orientale, terra strategica e ricca di enormi risorse ambientali, geografiche, culturali, enogastronomiche, sportive e quindi più in generale legate al turismo diffuso.

“Lo scopo della nostra partecipazione al Bando regionale sul Cicloturismo, per il quale Apindustria Venezia ha recentemente ottenuto l’approvazione e il finanziamento”, afferma Adriano Peretti, Presidente del Mandamento di San Donà di Piave di Apindustria Venezia “è proprio quello di dare seguito con concretezza alle esigenze che il turista cerca e richiede per il nostro territorio, soprattutto quello di provenienza straniera. Il divario che ancora ci separa da molti Stati Europei in materia”, prosegue, “è ancora ampio, ma il nostro impegno va proprio nella direzione di recuperare il tempo perduto cercando di trovare soluzioni sostenibili, sia dal punto di vista economico che ambientale, mettendo in rete i vari attori in campo, ovvero le Amministrazioni comunali, le Associazioni di categoria, i GAL, ecc. ovvero tutti i portatori di interesse territoriali.”

Analizzando le motivazioni che spingono gli stranieri ad approdare presso la nostra area, al primo posto troviamo il turismo culturale, con la città d’arte di Venezia protagonista (45%). Poi una motivazione non legata ad una vacanza, ma per motivi di lavoro e studio e anche per cure mediche. Infine le destinazioni balneari e quindi per le ferie estive (14,3%), con un buon 12% che riguarda i fiumi e laghi, mete ambite, caratteristiche, e in progressiva scoperta.

“A sostegno della bontà della direzione che la nostra Associazione vuole prendere”, aggiunge Roberto Dal Cin, Presidente del Mandamento jesolano di Apindustria Venezia, “dall’analisi dei dati si deduce che netta è la ripresa del turismo domestico, in parte riconducibile alle condizioni di generale di crisi economica che ha ridotto le lunghe e più costose trasferte estere, a fronte di un turismo più immediato e di prossimità, (cosiddetto “mordi e fuggi”), riscontrabile sia dai numeri dei pernottamenti anche litoranei in forte calo e concentrato prevalentemente nei fine settimana e nei “ponti” a ridosso delle tradizionali festività, religiose e civili, sia dal traffico veicolare e logistico. Stanno arrivando proprio in queste settimane”, ricorda, “molte richieste prevalentemente da Austria Germania per visite guidate non solo per visitare Venezia, ma per passare nel litorale pure festività come il Natale e Capodanno, con offerte un tempo inusuali tra villaggi, presepi di sabbia, feste organizzate per la notte di San Silvestro, giovani e vivaci. Le camere, anche in alberghi di livello, sono accessibili  a prezzi contenuti proprio per favorire questo tipo di sviluppo.”

Il Direttore di Apindustria Venezia Pier Olando Roccato è fiducioso nel futuro: “Quello del turismo rappresenta, può e dovrà necessariamente rappresentare sempre più nel prossimo futuro, un settore strategico per lo sviluppo e l’incremento dell’economia del nostro territorio, capace di dare risposte alle richieste più disparate e in linea con le esigenze in repentino mutamento.”

Le previsioni attestano che le percentuali sono in ulteriore e continuo miglioramento nei prossimi anni, sia per quanto riguarda gli arrivi che le presenze, soprattutto degli stranieri, con punte fino al +3,5% per i provenienti dalle zone extraeuropee (Stati Uniti +12% e Giappone +3,3%), con una ripercussione maggiore nella Città d’Arte di Venezia, che avrà il compito di rendersi sempre più all’altezza delle aspettative, sempre crescenti e diverse, al passo con le più disparate innovazioni e tendenze, ma anche nel resto del territorio che ad essa fa riferimento, che contribuiscono assieme e in sinergia a far sì che il nostro Paese possa esser definito sempre più “il Bel Paese”.

Giovanni Cagnassi