Un fiore per ogni tomba abbandonata

E Treviso cerca anche dei tutori

Una iniziativa lodevole portata avanti dai vivai trevigiani Barbazza e Pavan che hanno accolto l’iniziativa promossa dall’amministrazione comunale di Treviso per non lasciare sguarnite le tombe abbandonate.

Sono circa ottanta le piantine offerte, una per tomba, soprattutto di bambini dimenticati o senza parenti in vita.

“Ringrazio i vivaisti che confermano il loro impegno nel sostenere una manifestazione di civiltà nel ricordo di chi non c’è più e ci aiuta a costruire un futuro di solidarietà”, ha commentato l’assessore di Treviso Anna Caterina Cabino.

Le piantine sono state sistemate nei cimiteri di Santa Bona e Canizzano nella giornata di commemorazione dei morti del 2 di novembre.

Questa iniziativa ha però portato il Comune a stilare una statistica di quante e quali sono le tombe ed i loculi completamente abbandonati, ai quali molto spesso è possibile risalire anche ad una eventuale parentela rintracciabile. Questo abbandono ha portato ad una incuria, lapidi annerite o ingiallite dal tempo e aiuole incolte.

Ancora più evidenti sono le cappelle gentilizie abbandonate ed in stato di degrado di personaggi illustri che hanno fatto la storia quali artisti, pittori, industriali e avvocati che magari non hanno avuto una linea di successione marcata tale da avere eredi in grado di provvedere ad un dignitoso mantenimento delle tombe.

Molti loculi invece non possono essere esumati in quanto vincolati e troppo antichi.

L’assessore Cabino ha così commentato: “Noi, oggi, cerchiamo di ritrovare dei tutori per queste tombe, ma sono solo una parte dei tantissimi sepolcri antichi nascosti nell’architettura del vecchio camposanto cittadino”.

L’ala nord – ha concluso l’assessore – quella a sinistra entrando dal cancello principale, e la prima parte dell’ala ovest alla destra dell’ingresso nascondono infatti due tunnel sotterranei”.

E’ proprio per queste lapidi dell’Ottocento di cui si è persa traccia delle famiglie d’origine, che si sta cercando dei custodi disposti a tenerle in ordine con dignità e costanza.

Matteo Venturini